| IL PICCOLO 1 settembre 2009 OGGI TAVOLO IN REGIONE. APPREZZAMENTO ALLA ROSOLEN Dopo-crisi, sindacati e industriali uniti: «Dobbiamo riscoprire i vecchi mestieri» di GIULIO GARAU TRIESTE Dopo l’emergenza per l’economia del Friuli Venezia Giulia bisogna pensare a una nuova politica del mercato del lavoro. Confindustria e sindacati si trovano uniti su questo fronte, danno atto agli sforzi fatti dalla Regione sinora sul fronte delle cassintegrazioni, apprezzano in particolare il lavoro svolto dall’assessore Alessia Rosolen per tamponare la grave crisi e alla vigilia del tavolo regionale sulla crisi che si terrà (oggi) sempre in Regione chiedono all’assessorato al lavoro ancora una volta di individuare assiema la migliore strategia per iniziare la risalita. «Condivido quanto detto nei giorni scorsi dall’ingegner Gianpietro della Danieli – esordisce il presidente regionale dell’Assindustria, Alessandro Calligaris – il fondo della crisi è arrivato, ma il processo di ripresa sarà molto lungo. E oltre al fatto che diminuiranno i consumi e dovremo rivedere il tenore di vita, più sobrio, la situazione sarà davvero critica. Se oggi un’azienda dà lavoro a 100 dipendenti ne torneranno al lavoro 80. Aumenterà drasticamente la disoccupazione e bisognerà riposizionare e dare lavoro a chi è stato licenziato». Lo dice senza tentennamenti Calligaris, ci sarà meno lavoro e la situazione sarà critica. «La Regione ha fatto il suo per sostenere i lavoratori con gli ammortizzatori sociali, ma ora non si potrà andare avanti con questi sostegni – insiste il presidente – bisognerà riqualificare le persone e tornare ai vecchi mestieri». Un ritorno a quei mestieri specializzati che sono spariti. Questa la proposta che emergerà oggi al tavolo della Regione e che vede d’accordo il sindacato e pure l’assessore regionale al lavoro Rosolen. «Bisogna tornare a fare l’imbianchino, l’elettricista specializzato – insiste Calligaris – dovremo fare in modo che i giovani studino, vadano all’Università diventando anche avvocati, ma poi pensino di lavorare come falegnami, magari lo faranno meglio». Sulla stessa linea il segretario regionale della Cgil, Franco Belci. «Con la Regione occorre passare dagli investimenti sugli ammortizzatori sociali, che sono stati fondamentali, alla progettazione di una nuova politica industriale e del mercato del lavoro. Sono d’accordo con Calligaris sui mestieri e anche con l’assessore Rosolen su una filiera che vada dall’industria al welfare». Belci spiega la questione dei mestieri: «Bisogna investire sui mestieri che non sono tradizionali, come il tornitore ad esempio – afferma – tutte professioni di tipo specializzato che sono andate perdute, che non vengono offerte dagli immigrati e che però i ragazzi italiani rifiutano. Sono d’accordo di fare questo investimento per riabilitare il lavoro normale, rendere nobili anche i lavori che hanno solo l’inconveniente di sporcarsi le mani. Ha ragione Calligaris, è un elemento su cui riflettere». Un ultima battuta sulla Regione: «Il presidente Tondo – chiude Belci – non deve far confusione tra il modello di relazioni sindacali che noi chiediamo e la richiesta di relazioni omogenee. Ad esempio noi abbiamo un buon confronto con l’assessore Rosolen mentre con altri assessori, la Seganti ad esempio, no. Chiediamo che le relazioni siano omogenee, serve ancora di più ora che si deve uscire dalla crisi». |