IL PICCOLO   VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
 
IL PRESIDENTE DI ITALIA MARITTIMA CONTRARIO ALLE DECISIONI VENTILATE DAL GOVERNO  
 
Maneschi: no al commissario per il Porto  
 
«Piuttosto basta con l’immobilismo, da anni a Trieste mancano gli investimenti»  
    
TRIESTE «Non si possono calare dall’alto decisioni senza coinvolgere gli addetti ai lavori». Pierluigi Maneschi, uomo di riferimento di Evergreen in Italia, presidente di Italia Marittima e proprietario di To Delta, società che indirettamente gestisce il Molo Settimo di Trieste, la Compagnia portuale di Monfalcone e l’Interporto di Cervignano, commenta con queste parole l’ipotesi-commissariamento dei porti di Trieste e Genova circolata nei giorni scorsi.
«Resto molto sorpreso di fronte a questa possibilità – aggiunge. Al di là del merito, non credo che si possano fare scelte del genere senza confrontarsi prima con chi nei porti ogni giorno ci lavora. È un metodo sbagliato di governare e di risolvere i problemi. Così non andiamo da nessuna parte». Anche per questa ragione, Maneschi non esita a lanciare la proposta di fare partire un tavolo dedicato alla questione. «Portualità, logistica, intermodalità sono settori certamente attraversati da tutta una serie di problemi, anche complessi – rimarca Maneschi -. Su tutti, quello relativo al fatto che da anni, ormai, non vengono fatti veri investimenti infrastrutturali lungo moli e banchine, quando invece ce ne sarebbe un grande bisogno. Penso sia venuto il momento di chiudere questo capitolo d’immobilismo e rimboccarsi le maniche. Tutti assieme, però e senza che la politica imponga le sue scelte».
Un auspicio, quest’ultimo, che rischia di cadere nel vuoto perchè, come ha fatto rilevare lo stesso presidente dell’Autorità portuale triestina, Claudio Boniciolli, l’ipotesi – commissariamento «potrebbe essere presentata come maxiemendamento nell’ambito della legge di riforma sui porti in discussione alla commissione Lavori pubblici del Senato». La portata dell’iniziativa è estremamente ampia perché prevede di affiadare all’eventuale commissario competenze che vanno ben al di là della mera gestione portuale. Nel novero dei compiti che gli verrebbero affidati, infatti, si colloca anche il controllo dello scalo di Monfalcone e dei siti logistici di Gorizia (l’autoporto) e di Cervignano (Interporto).
Complessi che, uniti fra loro, verrebbero ricompresi sotto la denominazione di “piattaforma logistica”, assieme alle cosiddette infrastrutture di corridoio, ovvero alle direttrici di collegamento.
«Mi piacerebbe sapere se per tutti questi interessanti disegni esistono dei soldi realmente spendibili, degli stanziamenti messi a bilancio e pronti per essere impiegati – osserva Maneschi, rincarando la sua dose di scetticismo -. Altrimenti, tutti questi ragionamenti rischiano di venire immediamente ridimensionati. Comunque, per quanto mi riguarda, non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione, né ufficiale né ufficiosa, circa la possibilità che tutte le competenze finiscano nelle mani di un commissario».


Nicola Comelli