DIAGRAMMA DI FLUSSO
della vicenda INSIEL
Informatica Friuli Venezia Giulia, è istituita nel 1973, con
capitale sociale 51% Italsiel e 49% Enti locali della Regione FVG (Regione e
Ospedale civile di Udine).
Successivamente il 51% passa a IRI – Finsiel e
prende il nome di Insiel.
Col lo scorporo di IRI, Insiel è accorpata in Telecom; il 51% passa a Finsiel – Telecom.
Nel 2005, la regione FVG acquista da Finsiel – Telecom
l’intero pacchetto azionario di Insiel. L’acquisto è effettuato impiegando il
capitale sociale, per un importo
di circa 6 milioni di euro. Nel 2005 l’utile
netto di Insiel è di circa 4 milioni di euro. Telecom non riceve altre
concessioni o compensi in natura se non la somma di cui sopra.
I rapporti tra Insiel e Regione sono regolati da:
1. Concessione, con scadenza al 31 dicembre 2014, affida all’Insiel i servizi di sviluppo e gestione del sistema informativo regionale;
2. Convenzione, di durata quinquennale, con scadenza 31
dicembre 2011, regola l’erogazione dei servizi affidati in concessione
(definisce le tariffe e le regole
con le quali devono essere calcolati i
corrispettivi).
Con l’acquisto del 100% di Insiel,
L’affidamento in
house è certamente uno dei temi più dibattuti e controversi degli ultimi
anni nel
settore della
contrattualistica pubblica.
novembre 1999 (nota
come “Sentenza Teckal”), i confini all’interno dei quali l’affidamento diretto
può
ritenersi
ammissibile e non in contrasto con il libero mercato.
Le condizioni
necessarie, affinché si possa procedere all’affidamento senza gara, sono:
- l’esercizio da
parte dell’Ente committente, sul soggetto affidatario, di un “controllo
analogo” a quello
che esercita sui propri servizi,
- la necessità che
il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività
con l’ente
committente che lo controlla.
Il decreto Bersani, art. 13, impedisce ad un Società a partecipazione pubblica di agire nel mercato e la obbliga allo scorporo delle attività svolte a favore di altri soggetti pubblici o privati, né in affidamento diretto né con gara.
Come si supera il Bersani:
1) con
lo scorporo delle attività di mercato da quelle svolte per l’ente o gli
enti partecipanti o affidanti (distinzione tra attività svolte a favore
della
regione e enti locali della regione e attività extraregione);
2) con
la vendita dell’intero pacchetto azionario (anche attraverso
ricapitalizzazione) ad un soggetto privato, con una formula che garantisca
in automatico
il trasferimento almeno della convenzione con
La possibilità della partecipazione di dipendenti all’acquisto del pacchetto azionario è introdotta dal disegno di legge sulla ricapitalizzazione:
1, consentirebbe di vendere il 100% di Insiel e di superare il Bersani;
2. si potrebbe inserire una clausola di put and call con la quale i dipendenti si impegnano a restituire al prezzo di acquisto il 51% del pacchetto azionario entro il 2011, su richiesta della Regione.
Il valore di Insiel:
Si consideri che l’Insiel ha numerosi contenzioni aperti e che
oltre ai 750 dipendenti ha oltre 200 tra lavoratori somministrati e lavoratori
in affitto, che potrebbero pretendere l’assunzione o fare causa.
Giugno, termina la gara per la vendita del 50% di Insiel con quattro ditte in lizza: Engeenering, IBM, Tsystem, EDS
Luglio, la gara va deserta. Le ditte concorrenti scrivono una lettera in cui dichiarano che le condizioni poste dalla Regione erano troppo restrittive: 1. Vogliono garanzie sulla effettiva durata della convenzione con la regione; 2. Considerano limitante il 50% rispetto all’onere dell’acquisto e chiedono il controllo dell’azienda; 3. Non ritengono accettabile la clausola sul mantenimento complessivo degli occupati.
Luglio, Almaviva fa causa alla Regione per arricchimento indebito a fronte dell’acquisto per circa 5 milioni di euro del52 % di Insiel da Finsiel-Telecom e la vendita attuale del 50% a circa 80 milioni di euro.
Luglio, la Giunta forza l’approvazione in Consiglio regionale di una legge che consente la vendita del 100% di Insiel e che assicura al compratore 10 anni di convenzione. L’ass. Cominotto dichiara che si tratta di una soluzione che mette al riparo da ricorso al TAR in quanto contro una legge regionale il ricorso deve essere fatto in altra sede (es. corte costituzionale), con tutte le difficoltà del caso.
Luglio, l’Insiel distribuisce gli obiettivi da raggiungere nel 2007: 101 milioni di fatturato, 13 milioni di utile. La definizione del budget è stata fatta dalla società di consulenza Lek che non ha tenuto conto né della diminuzione delle tariffe imposta dalla Regione (10%), né dell’impossibilità di operare sul marcato a fronte dell’art.13 del Bersani.
Agosto. La Giunta approva la vendita al 100% di Insiel, conferma al compratore 10 anni di convenzione e, per la salvaguardia dei posti di lavoro, pone al compratore una penale, da definire, nel caso in cui non mantenga l’occupazione. Eventuali riduzioni di organico dovranno essere concertate con le forze sindacali. La Giunta si assicura l’opzione di non vendere il 50% della Società.
Settembre, l’AD di Insiel definisce la tempistica per la vendita di Insiel. La selezione del compratore è prevista per la fine di marzo, nel mese di maggio si dovranno fare verifiche con l’antitrust e finalmente a giugno potrà essere effettuato il passaggio delle azioni al compratore.
Settembre, l’Insiel conferma gli obiettivi di fatturato e di utile chiedendo ai responsabili di operare con cinismo posponendo la quantità alla qualità. I lavoratori sono disorientati e scoraggiati: non c’è più nessuno cui appellarsi: la ristrutturazione imposta dal nuovo management fa acqua da tutte le parti, acuisce i conflitti, scarica sui singoli le responsabilità di scelte fatte dall’AD e dai suoi fedelissimi e soprattutto dai consulenti.
13 settembre si chiude la commissione di inchiesta su Insiel.