Il Piccolo 10 luglio – segnalazioni

Sul futuro
della Ferriera



In relazione all’articolo apparso il 3 luglio sul Piccolo, a pagina 13 "... per il dopo-Ferriera mi pare necessario auspicare che non si passi frettolosamente al ’’dopo’’, cancellando con un semplice colpo di spugna la storia drammatica, ma anche molto importante, della nostra Ferriera".
Per quanto mi riguarda, io resto fermamente contraria alla sua chiusura, perché si tratta di un’Azienda industriale che ha saputo lavorare, pur tra mille problemi, sempre interagendo col territorio circostante (Servola), intessendo, nel tempo, una fitta rete di contatti con i servolani, magari anche talvolta polemici e di scontro, ma sempre vivi e appassionati. Questo dialogo poi si è allargato all’intera città, anche se, a questo proposito, non si è notato mai un sistematico coinvolgimento degli organismi scientifici, di quelli politici, culturali, sindacali, ecc. in un ampio confronto opportunamente guidato e poi portato a sintesi. E ciò, nonostante l’eccezionale disponibilità della Direzione dell’Azienda.
Dall’altra parte del nostro golfo abbiamo un’altra grande industria: la Cartiera. Essa rimane, ancora oggi, totalmente "estranea" al territorio suo e alla nostra città. Questa infatti è la regola per le imprese italiane, comprese quelle nostre, qui a Trieste.
La Ferriera perciò resta un caso unico, che, se avessimo meno fretta, potrebbe, nel tempo, diventare punto di riferimento importante per tutto il nostro sistema industriale, proprio per questa sua "radicalizzazione" territoriale, questa sua disponibilità ad uscire tra la gente, sul posto, a parlare, a verificare e dibattere assieme i problemi sul tappeto, anche quelli più difficili, come la prevenzione e/o la sicurezza interna ed esterna all’Azienda stessa.
Vista in quest’ottica, la Ferriera non ha terminato il suo compito, anzi è più viva che mai. Né è pensabile che le imprese che la dovessero sostituire siano in grado di spingere la città intera a una partecipazione simile a quella che ha saputo fare la Ferriera, e che ancora di più potrebbe fare in futuro.
Renata Fabbretti