Stop dei sindacati al tavolo regionale.
Il provvedimento avrebbe dovuto riguardare da lunedì 80 lavoratori
per un periodo di 12 mesi
Ferriera, «no»
alla cassa integrazione straordinaria
Saulle (Fiom-Cgil): «C’è
il buio su cosa si prevede dopo la dismissione dello stabilimento»
Stop dei sindacati alla cassa
integrazione straordinaria alla Ferriera, che da lunedì avrebbe
dovuto riguardare 80 lavoratori per dodici mesi. Alcune ore di discussione
nella «cabina di regia» convocata dall’assessore regionale
all’Industria Dressi, presenti i rappresentanti della Servola, di Assindustria
e tutte le sigle sindacali, non sono bastate a chiarire i dubbi e le perplessità
delle organizzazioni dei lavoratori, che alla fine, unitariamente, non
hanno firmato alcun accordo sulla Cigs.
«L’azienda chiede
la cassa integrazione staordinaria, ma non c’è un quadro generale
– sottolinea Livio Ceppi (Fim-Cisl) –. Il protocollo firmato a Roma tra
enti e istituzioni, ma senza i sindacati, non lo conosciamo nel dettaglio.
Inoltre non ci sono garanzie sui numeri, e sulla questione della piattaforma
logistica c’è una bagarre completa. Sfugge, insomma, il controllo
sul piano generale di riconversione annunciato a suo tempo. Abbiamo apprezzato
lo sforzo dell’assessore Dressi ma non siamo in grado di firmare il via
libera alla cassa integrazione straordinaria».
La cabina di regia tornerà
a riunirsi lunedì 20, con la presenza anche di alcuni rappresentanti
dei ministeri. «Per quell’occasione l’assessore Dressi ha annunciato
alcune novità – ricorda Ceppi – ma se non verranno presentati elementi
apprezzabili e alcune certezze, sarà giocoforza necessario riportare
la questione Ferriera al tavolo romano».
Il rifiuto della firma per
la Cigs viene spiegato da Antonio Saulle (Fiom-Cgil) con l’esistenza di
«una grande contraddizione di fondo». «L’azienda – rileva
– continua a utilizzare gli ammortizzatori sociali come se ci si trovasse
davanti a un’ordinaria crisi di mercato, mentre si sta discutendo di un
problema che riguarda tutta la città: la chiusura dello stabilimento
e il superamento dell’attività siderurgica. Bisogna capire cosa
si farà dopo, ma sul dopo c’è il buio. Non c’è nulla
in mano – rimarca – nemmeno al tavolo regionale. Ci auguriamo che il giorno
20 si inizi a capire cosa ci sarà in cambio della dismissione della
Ferriera. E si potrà capirlo solo se inizieremo a discutere dell’accordo
di programma».
A fronte dello stop posto
dai sindacati, l’assessore Dressi sembra abbastanza fiducioso. «Mi
auguro – ha commentato al termine dell’incontro — che le organizzazioni
sindacali, a tutela degli 80 lavoratori, maturino la decisione di sottoscrivere
l’accordo per la cassa integrazione straordinaria, altrimenti non ci sarà
l’attivazione delle due garanzie per le quali la Servola si è resa
disponibile».
Nel corso della riunione,
appunto, l’azienda ha dato la disponibilità, nel quadro dell’accordo
di programma, e sempre che i sindacati firmino l’accordo sulla Cigs, ad
anticipare il trattamento economico al personale sospeso e a non mettere
in mobilità gli 80 lavoratori alla fine dei 12 mesi di cassa integrazione.
Lavoratori che saranno ricollocati all’interno dei percorsi individuati
dall’accordo di programma.
«Non si perderà
alcun posto di lavoro – ha voluto assicurare Dressi –. Al termine del periodo
di cassa integrazione il personale sarà ricollocato in altre attività
o riassorbito dalla Servola».
gi. pa.
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Una nuova riunione (per
la quale Dressi ha annunciato novità) è stata fissata per
il giorno 20, con la partecipazione dei rappresentanti dei ministeri