Tavola rotonda per sensibilizzare gli enti
locali sul problema
Polveri killer in città
Legambiente all’attacco
Una dura critica all’operato
degli enti locali è arrivata venerdì e ieri da Legambiente,
in occasione dell’«Ambiente day 2002». Trieste, con la protesta
per l’inquinamento da polveri sottili, è stata compresa nella decina
di città italiane nelle quali l’associazione ha manifestato per
sollecitare maggiore attenzione alle problematiche ambientali.
La segreteria locale del
movimento ha organizzato venerdì a Trieste una tavola rotonda dal
titolo «Il killer del terzo millennio: le polveri fini». Presenti,
oltre agli esponenti dell’associazione, numerosi tecnici come Gastone Novelli,
direttore generale dell’Arpa, Pierluigi Barbieri, del Dipartimento di chimica
dell’Università di Trieste e Fabrizio Zoncati, medico ricercatore
allo stesso ateneo. «Gli interventi messi in atto da Comune di Trieste
e Regione non sono sufficienti, si limitano allo stretto necessario. Bisogna
invece cambiare approccio - ha sostenuto Luciano Emili, segretario di Legambiente
Trieste - e integrare le informazioni delle reti di monitoraggio, che dovrebbero
comunque essere più puntuali, con modelli di dispersione e con la
realizzazione di inventari delle emissioni».
Il tutto per poter stabilire
con maggiore sicurezza le fonti inquinanti, ha spiegato ancora Emili, considerando
che sull’argomento esistono molte statistiche e poche certezze. «Non
è possibile che si chiami in causa la Ferriera di Servola per le
polveri in piazza Goldoni» ha spiegato Emili. Sempre i relazione
alle polveri sottili (dette Pm 10 dalla misura inferiore a 10 micrometri
delle particelle sospese in aria), sono stati divulgati gli ultimi dati
relativi a particelle ancora più fini che, secondo gli ultimi studi,
potrebbero aumentare del 4 per cento i casi di mortalità e dell’8
per cento i casi di tumore al polmone se presenti in concentrazioni superiori
a 10 grammi per metro cubo.
A Servola invece, proprio
per ricordare il problema della Ferriera, si è svolta la manifestazione
di ieri mattina, alla presenza di esponenti nazionali di Legambiente e
di una rappresentanza del comitato di cittadini sorto qualche mese fa a
Muggia per la difesa della fascia costiera. Nell’occasione sono state riproposte
le ragioni del comitato, sorto per contrastare le presunte speculazioni
edilizie e la sottrazione sistematica di aree dedicate alla balneazione
pubblica, col rischio che tutto quel tratto di costa venga privatizzato.
r.c.