Della riconversione dello stabilimento
si parlerà lunedì a Roma
«Ferriera, senza
retribuzione
i lavoratori lasciati
a casa»
Lunedì le segreterie
nazionali di Cgil Cisl e Uil si riuniranno con Gianni Letta per discutere
della siderurgia italiana, settore la cui competenza è stata assunta
direttamente dalla Presidenza del Consiglio di cui Letta è sottosegretario.
Durante l’incontro si parlerà anche di Ferriera: le tre sigle hanno
infatti chiesto ai rispettivi vertici nazionali di intervenire sul governo
per riportarne un’ulteriore garanzia sull’attenzione prestata allo stabilimento
servolano.
Il nuovo «passaggio»
romano è un ulteriore tassello della non facile partita per la riconversione
della Ferriera. Intanto Failm-Cisal e Snalm-Confsal segnalano la situazione
in cui versano i lavoratori in cassa integrazione straordinaria (nominalmente
un’ottantina, ma il numero è di fatto molto più basso), rimasti
«questo mese senza retribuzione», dicono i sindacati autonomi
spiegando che la mancata firma dell’accordo sulla «cassa» da
parte di alcuni sindacati «non poteva e non doveva colpire i lavoratori
quali soggetti più deboli». Cisal e Confsal auspicano «una
ripresa del confronto il più presto possibile per richiamare al
senso di responsabilità tutti i soggetti in causa». In questo
senso già una decina di giorni fa hanno scritto a Sergio Dressi,
titolare dell’assessorato regionale all’industria presso il quale è
stato aperto il «tavolo di regia», chiedendogli di fissare
una nuova riunione tra le parti. Cisal e Confsal vogliono che il tavolo
di regia rappresenti «tutte le parti» così «da
garantire una diretta visione e gestione del piano» di dismissione
«sino alla fine del percorso: solo così si eviterà
l’utilizzo del sindacato come parte attiva solo nella costruzione degli
strumenti per risolvere la crisi e non nella gestione del rilancio, cosa
che troppo spesso in queste situazioni accade portando i lavoratori lontano
dalla partecipazione del cambiamento e troppo spesso abandonati dalle organizzazioni
delegate a tutelare i loro diritti».
Intanto, a nome di Cgil
Cisl e Uil, il segretario regionale Uil Luca Visentini respinge qualsiasi
responsabilità per la mancata retribuzione dei lavoratori («Non
abbiamo firmato l’accordo sulla cassa proprio perché l’azienda rifiuta
di anticipare il trattamento») e ricorda che i confederali hanno
scritto a loro volta a Dressi. La lettera contiene delle osservazioni in
merito all’«indice dei temi e dell’agenda», sorta di scaletta
di lavoro fissata dallo stesso assessore in un recente documento. «Accettiamo
il metodo», dice Visentini, «ma siamo ancora perplessi sulla
realizzabilità di alcune iniziative industriali». Nella lettera
inviata a Dressi, Cgil Cisl e Uil chiedono poi che all’«indice»
di lavoro sia aggiunto un punto che preveda interventi migliorativi in
chiave ambientale sullo stabilimento servolano, la cui chiusura definitiva
è prevista solo a fine 2009; un altro punto dovrebbe riguardare
invece l’attenzione per la sicurezza sul lavoro.