Il Piccolo 15 febbraio 2003

Della riconversione dello stabilimento si parlerà lunedì a Roma
«Ferriera, senza retribuzione
i lavoratori lasciati a casa»
 

Lunedì le segreterie nazionali di Cgil Cisl e Uil si riuniranno con Gianni Letta per discutere della siderurgia italiana, settore la cui competenza è stata assunta direttamente dalla Presidenza del Consiglio di cui Letta è sottosegretario. Durante l’incontro si parlerà anche di Ferriera: le tre sigle hanno infatti chiesto ai rispettivi vertici nazionali di intervenire sul governo per riportarne un’ulteriore garanzia sull’attenzione prestata allo stabilimento servolano.
Il nuovo «passaggio» romano è un ulteriore tassello della non facile partita per la riconversione della Ferriera. Intanto Failm-Cisal e Snalm-Confsal segnalano la situazione in cui versano i lavoratori in cassa integrazione straordinaria (nominalmente un’ottantina, ma il numero è di fatto molto più basso), rimasti «questo mese senza retribuzione», dicono i sindacati autonomi spiegando che la mancata firma dell’accordo sulla «cassa» da parte di alcuni sindacati «non poteva e non doveva colpire i lavoratori quali soggetti più deboli». Cisal e Confsal auspicano «una ripresa del confronto il più presto possibile per richiamare al senso di responsabilità tutti i soggetti in causa». In questo senso già una decina di giorni fa hanno scritto a Sergio Dressi, titolare dell’assessorato regionale all’industria presso il quale è stato aperto il «tavolo di regia», chiedendogli di fissare una nuova riunione tra le parti. Cisal e Confsal vogliono che il tavolo di regia rappresenti «tutte le parti» così «da garantire una diretta visione e gestione del piano» di dismissione «sino alla fine del percorso: solo così si eviterà l’utilizzo del sindacato come parte attiva solo nella costruzione degli strumenti per risolvere la crisi e non nella gestione del rilancio, cosa che troppo spesso in queste situazioni accade portando i lavoratori lontano dalla partecipazione del cambiamento e troppo spesso abandonati dalle organizzazioni delegate a tutelare i loro diritti».
Intanto, a nome di Cgil Cisl e Uil, il segretario regionale Uil Luca Visentini respinge qualsiasi responsabilità per la mancata retribuzione dei lavoratori («Non abbiamo firmato l’accordo sulla cassa proprio perché l’azienda rifiuta di anticipare il trattamento») e ricorda che i confederali hanno scritto a loro volta a Dressi. La lettera contiene delle osservazioni in merito all’«indice dei temi e dell’agenda», sorta di scaletta di lavoro fissata dallo stesso assessore in un recente documento. «Accettiamo il metodo», dice Visentini, «ma siamo ancora perplessi sulla realizzabilità di alcune iniziative industriali». Nella lettera inviata a Dressi, Cgil Cisl e Uil chiedono poi che all’«indice» di lavoro sia aggiunto un punto che preveda interventi migliorativi in chiave ambientale sullo stabilimento servolano, la cui chiusura definitiva è prevista solo a fine 2009; un altro punto dovrebbe riguardare invece l’attenzione per la sicurezza sul lavoro.