Il Piccolo 15 luglio

La Lpt sul dopo-Ferriera
"Sì al gasdotto
sottomarino"



I gruppi di studio interni su porto e ambiente e il direttivo della Lista per Trieste hanno valutato nei giorni scorsi, in un affollato incontro, i contenuti del progetto governativo per la riconversione dell’area della Ferriera. Dopo l’introduzione dell’assessore provinciale Tamaro, che ha riferito sul confronto in Regione con l’assessore Dressi di tutti i rappresentanti delle istituzioni triestine, della Lucchini, dell’Acegas, dell’Ezit e dei sindacati, il consigliere comunale Fabio Dominicini, operatore portuale, ha espresso perplessità sulla realizzazione della "piattaforma logistica" nell’area della Ferriera prima del 2010, mentre il consigliere circoscrizionale Marino Valle si è espresso criticamente sull’ipotesi di nave "gasiera" che dovrebbe costituire un terminale galleggiante a due chilometri dalla riva, davanti all’Ezit, ricordando la netta opposizione popolare a ipotesi quali il gpl a Muggia e il terminal gnl a Monfalcone.
Nelle conclusioni del presidente Gambassini è stato espresso appoggio alla linea del sindaco, il quale, a proposito della nave gasiera, riterrebbe obbligatorio e doveroso il ricorso al referendum popolare. La Lista, scartata qualsiasi ipotesi di nave gasiera, non ha invece preclusioni per l’altra alternativa del piano governativo, ovvero un gasdotto sottomarino che dovrebbe alimentare la centrale di gas metano, sulla falsariga dell’indispensabile "business energetico" con cui l’Eni ha in programma di alimentare la Croazia entro il 2004 e nel quale potrebbe inserirsi anche l’Acegas.