Il Piccolo 15 marzo 2003

Il gruppo triestino, ai primi posti nel settore dei trasporti, mira a entrare nel business della piattaforma logistica
Un’altra pedina per il dopo-Ferriera
 

Accanto a quella della rilevazione delle quote di Tict da parte di Autamarocchi, ieri pomeriggio si è diffusa un’altra voce: Autamarocchi sarebbe stata a sua volta acquisita dal Gruppo Gavio, uno dei colossi italiani nella costruzione e gestione di infrastrutture di trasporto con interessi ramificati in vari settori. Accreditata da più fonti, la voce è stata tranciata con la massima nettezza dal presidente della spa Oscar Zabai, che l’ha definita senza mezzi termini «una cosa da querela: con Gavio siamo concorrenti».
È un fatto - lo conferma Zabai - che l’ingresso di Autamarocchi in Tict rientra nella succulenta partita in gioco attorno alla riconversione dell’area della Ferriera. Al posto dello stabilimento, destinato a cessare definitivamente l’attività a fine 2009, è previsto un polo portuale-industriale da costruirsi su due elementi-chiave: centrale turbogas da una parte e piattaforma logistica con distripark dall’altra. Ed è in quest’ultimo business che Autamarocchi si accinge a entrare, iniziando dall’acquisizione delle quote del Molo Settimo.
Sulla riconversione industriale della Ferriera e in particolare sul progetto logistica, del resto, da mesi si stanno tessendo prove di partnership tra alcune delle più importanti realtà imprenditoriali italiane (e non solo). A partire dallo stesso Gruppo Lucchini, proprietario dello stabilimento siderurgico, che ha creato una società - Logistica Servola - finalizzata a promuovere la creazione del nuovo terminal (per il quale sarebbero a disposizione anche fondi provenienti dalla cosiddetta legge-obiettivo). La costituzione della società è avvenuta la scorsa estate e ha visto partecipare con il 50% delle quote Logsystem International, controllata dal Gruppo Gavio e detenuta per una quota di minoranza da Greensisam-Evergreen. Quella stessa Greensisam che nel maggio 2002 aveva sottoscritto un memorandum d’intesa - firmato anche da Autorità portuale e Servola spa - in ordine alla definizione di un progetto di piattaforma logistica con annesso distripark. Nel documento (a oggi rimasto però allo stadio di «ipotesi», nelle parole usate dal presidente del Lloyd Triestino Pierluigi Maneschi durante la recente audizione in consiglio comunale) si citavano anche ruoli che nell’operazione avrebbero potuto rivestire altri soggetti, tra i quali Rizzani De Eccher, Gruppo Comsa e - ancora - Gruppo Gavio.
Molti, insomma, i protagonisti che si affacciano sulla scena, dinanzi allo scetticismo dei sindacati che continuano a reclamare chiarezza per un piano di sviluppo dell’area servolana dai contorni sinora oscuri. Un altro passo verso quell’accordo di programma indispensabile per dare concretamente il via alla riconversione dovrebbe essere compiuto lunedì, giorno in cui l’assessore regionale all’Industria Sergio Dressi ha convocato il «tavolo di regia» regionale aperto sulla vicenda. In scaletta la discussione dell’«indice dei temi e agenda», il documento mirato a definire tempi e modi dell’operazione. Nell’incontro, cui saranno presenti le parti sociali e istituzionali, si prevede di costituire dei gruppi di lavoro che si occupino dei singoli procedimenti da attuare.
p.b.