Il gruppo triestino, ai primi posti nel
settore dei trasporti, mira a entrare nel business della piattaforma logistica
Un’altra pedina per il
dopo-Ferriera
Accanto a quella della rilevazione
delle quote di Tict da parte di Autamarocchi, ieri pomeriggio si è
diffusa un’altra voce: Autamarocchi sarebbe stata a sua volta acquisita
dal Gruppo Gavio, uno dei colossi italiani nella costruzione e gestione
di infrastrutture di trasporto con interessi ramificati in vari settori.
Accreditata da più fonti, la voce è stata tranciata con la
massima nettezza dal presidente della spa Oscar Zabai, che l’ha definita
senza mezzi termini «una cosa da querela: con Gavio siamo concorrenti».
È un fatto - lo conferma
Zabai - che l’ingresso di Autamarocchi in Tict rientra nella succulenta
partita in gioco attorno alla riconversione dell’area della Ferriera. Al
posto dello stabilimento, destinato a cessare definitivamente l’attività
a fine 2009, è previsto un polo portuale-industriale da costruirsi
su due elementi-chiave: centrale turbogas da una parte e piattaforma logistica
con distripark dall’altra. Ed è in quest’ultimo business che Autamarocchi
si accinge a entrare, iniziando dall’acquisizione delle quote del Molo
Settimo.
Sulla riconversione industriale
della Ferriera e in particolare sul progetto logistica, del resto, da mesi
si stanno tessendo prove di partnership tra alcune delle più importanti
realtà imprenditoriali italiane (e non solo). A partire dallo stesso
Gruppo Lucchini, proprietario dello stabilimento siderurgico, che ha creato
una società - Logistica Servola - finalizzata a promuovere la creazione
del nuovo terminal (per il quale sarebbero a disposizione anche fondi provenienti
dalla cosiddetta legge-obiettivo). La costituzione della società
è avvenuta la scorsa estate e ha visto partecipare con il 50% delle
quote Logsystem International, controllata dal Gruppo Gavio e detenuta
per una quota di minoranza da Greensisam-Evergreen. Quella stessa Greensisam
che nel maggio 2002 aveva sottoscritto un memorandum d’intesa - firmato
anche da Autorità portuale e Servola spa - in ordine alla definizione
di un progetto di piattaforma logistica con annesso distripark. Nel documento
(a oggi rimasto però allo stadio di «ipotesi», nelle
parole usate dal presidente del Lloyd Triestino Pierluigi Maneschi durante
la recente audizione in consiglio comunale) si citavano anche ruoli che
nell’operazione avrebbero potuto rivestire altri soggetti, tra i quali
Rizzani De Eccher, Gruppo Comsa e - ancora - Gruppo Gavio.
Molti, insomma, i protagonisti
che si affacciano sulla scena, dinanzi allo scetticismo dei sindacati che
continuano a reclamare chiarezza per un piano di sviluppo dell’area servolana
dai contorni sinora oscuri. Un altro passo verso quell’accordo di programma
indispensabile per dare concretamente il via alla riconversione dovrebbe
essere compiuto lunedì, giorno in cui l’assessore regionale all’Industria
Sergio Dressi ha convocato il «tavolo di regia» regionale aperto
sulla vicenda. In scaletta la discussione dell’«indice dei temi e
agenda», il documento mirato a definire tempi e modi dell’operazione.
Nell’incontro, cui saranno presenti le parti sociali e istituzionali, si
prevede di costituire dei gruppi di lavoro che si occupino dei singoli
procedimenti da attuare.
p.b.