Inviato dall’assessore regionale Dressi
a tutte le parti interessate il documento che prefigura la totale riconversione
dell’area entro il 2009
Ferriera, «piena
tutela per lavoro e ambiente»
Nella bozza di protocollo d’intesa un
terminal container da 960 mila teu all’anno e un sistema di teleriscaldamento
Piastra intermodale e logistica, centrale
a turbogas da 380 megaWatt, sistema di teleriscaldamento destinato a edifici
civili e industriali. Sono le strutture principali da realizzarsi in un
percorso che dovrebbe portare al «graduale superamento della siderurgia»
a Trieste. Garantendo «piena occupazione agli attuali dipendenti
della Servola spa» e prefigurando «una vera svolta in termini
di qualità ambientale del territorio».
Sviluppo industriale, ambiente e occupazione:
sono questi dunque, accuratamente sottolineati, i tre capisaldi della bozza
del protocollo d’intesa sullo «Sviluppo dell’area industriale di
Servola/Trieste» redatta dal ministero delle Attività produttive
e in particolare dallo staff guidato da Massimo Goti, già responsabile
del nucleo di politica industriale e da poco nominato direttore generale
del ministero. Il documento, «ampiamente garantista» come lo
ha definito l’assessore regionale all’Industria Sergio Dressi, è
stato inviato ieri da Dressi stesso a tutte le parti interessate: sindacati,
Assindustria, Autorità portuale, enti locali, Camera di commercio,
Acegas, Servola spa...
Se da un lato la bozza vede riconfermate
le linee generali del piano di dismissione redatto lo scorso maggio dal
ministero, dall’altro vuol lasciare trasparire una forte attenzione a rassicurare
la città in merito a lavoro e ambiente. Il documento riconferma
dunque il 2009 come anno della dismissione totale dello stabilimento. Ferma
anche l’ipotesi della centrale a turbogas da 380 megaWatt, da realizzarsi
«sull’attuale sito dell’acciaieria con capitali privati». Entra
ufficialmente nel piano il «sistema di teleriscaldamento per le utenze
civili e industriali cittadine» da realizzarsi con «capitali
pubblico-privati»: si tratta di un sistema di riciclaggio del surplus
energetico prodotto dalla centrale a turbogas. Ulteriormente precisata
poi l’ipotesi della piastra intermodale e logistica dove troverebbero posto
una piattaforma logistica, un distripark e un terminal container da 960
mila teu/anno (per il Molo Settimo a fine 2001 si parlava di circa 200
mila teu/anno): il tutto attraverso un «banchinamento delle aree
a mare antistanti l’attuale stabilimento siderurgico con capitali pubblico-privati».
Non manca comunque lo spazio per ancora indefinite «altre ulteriori
iniziative industriali».
Questa prospettiva consentirebbe «piena
occupazione agli attuali dipendenti della Servola spa, una ricollocazione
delle eccedenze derivanti dalla prima fase di chiusure (altoforno e acciaieria)
e da quella finale», e infine «un saldo occupazionale dell’area
positivo costante nel periodo sia di realizzazione che di gestione delle
nuove iniziative industriali».
Ancora, la bozza prevede «soluzioni
lavorative o previdenziali adeguate, salvo le scadenze contrattuali previste»,
per tutti i dipendenti della Servola spa. Le nuove iniziative industriali,
una volta a regime, dovranno occupare più di 700 unità (a
fine 2001, era ricordato nel piano di dismissione datato maggio, i dipendenti
della Servola spa erano 835, di cui 677 a Trieste). All’indotto dovrà
essere offerta «la concreta possibilità di riconvertire o
integrare le attività» seguendo la «nuova vocazione
industriale dell’area». Quanto all’ambiente, «le nuove iniziative
allo studio - si legge ancora nella bozza - dovranno rappresentare compatibilità
ambientali che siano certamente migliorative rispetto alle normative esistenti
e rappresentino pertanto a regime una vera svolta in termini di qualità
ambientale del territorio»: il rispetto dell’ambiente insomma non
dovrebbe fermarsi all’osservanza dei parametri imposti dalla legge.
La palla passa ora alle parti interessate,
che dovranno presentare le proprie osservazioni entro il 22 ottobre: dopo
quella data Dressi intende convocare il tavolo di coordinamento in vista
della «sottoscrizione del protocollo stesso».
Paola Bolis