Il Piccolo 16 ottobre

Perplessi i sindacati, che chiedono più precise garanzie in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali
«Ma i problemi restano tutti aperti»
 

Il sindaco Roberto Dipiazza è soddisfatto: «La riconversione sta prendendo forma. E poi non è tempo di posti di lavoro finti, assistiti: bisogna creare lo sviluppo vero». Per Waldi Catalano della Cgil, al contrario, «se il protocollo punta a fissare gli esiti della fase istruttoria può anche andar bene, ma l’attuale impostazione non risolve nessuno dei problemi. All’accordo di programma occorrerà arrivare dopo avere fatto chiarezza sull’insieme delle cose». Il protocollo insomma come «strumento di lavoro da cui partire», conclude Catalano riconoscendo comunque all’assessore Dressi di avere «sempre mantenuto un equilibrio» nella vicenda.
Decisamente più ottimista Filippo Caputo (Confsal), che evidenzia le «garanzie offerte in tema di occupazione» e auspica che «gli altri sindacati si convincano che la Ferriera va chiusa, e fare muro è inutile». Il segretario regionale Uil Luca Visentini ritiene invece «inaccettabile firmare un protocollo in cui si afferma che la siderurgia va dismessa». E dunque «non chiudiamo le porte al confronto: siamo però disponibili a firmare un verbale in cui si fa il punto della situazione, non certo un protocollo d’intesa, visto che su contenuti e garanzie di passi avanti non ce ne sono».
Intanto secondo la presidente degli Industriali Anna Illy il piano «ha buone possibilità di riuscita, ma necessita ora di tempi ben definiti per la realizzazione». Guido Cace, presidente Acegas, conferma l’interesse della società per la costruzione della centrale a turbogas di cui «saremo i capofila», dice, e annota come la nuova opera servirà a «ridurre la dipendenza energetica dall’Enel, con conseguente presumibile diminuzione di costi». Ugo Fabbri dell’Ugl si limita alla tutela dei lavoratori: «Garanzie? La nostra delusione è fortissima, siamo al decalogo dei buoni propositi». «Le garanzie per essere tali devono riguardare i lavoratori identificati con nome e cognome, in base a quella ”fotografia” occupazionale che pure era stata promessa; devono essere accompagnate da un garante; e devono essere utilizzabili giudizialmente». Tutte osservazioni alle quali «auspichiamo venga data una risposta», rilancia Fabbri.
L’ex sindaco Riccardo Illy giudica positivo il teleriscaldamento: ma per il resto le critiche più volte espresse permangono. «L’accordo di programma si sarebbe dovuto firmare entro settembre, mentre siamo ancora alla bozza di un documento preliminare. Ma il nodo principale - dice Illy - resta l’impoverimento del settore industriale della città, già assestato ai minimi termini. Gli occupati diminuiranno sicuramente di almeno 500 unità, senza contare l’indotto. E i fondi per le opere? Nella Finanziaria non c’è una lira, e non credo che i soldi dei privati basteranno. Certo - conclude l’ex sindaco - Dressi è persona seria e se si espone così significa che ne ha motivo. Ma io mi preoccupo di uno spoglio dell’occupazione nel settore».