Perplessi i sindacati, che chiedono più
precise garanzie in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali
«Ma i problemi
restano tutti aperti»
Il sindaco Roberto Dipiazza
è soddisfatto: «La riconversione sta prendendo forma. E poi
non è tempo di posti di lavoro finti, assistiti: bisogna creare
lo sviluppo vero». Per Waldi Catalano della Cgil, al contrario, «se
il protocollo punta a fissare gli esiti della fase istruttoria può
anche andar bene, ma l’attuale impostazione non risolve nessuno dei problemi.
All’accordo di programma occorrerà arrivare dopo avere fatto chiarezza
sull’insieme delle cose». Il protocollo insomma come «strumento
di lavoro da cui partire», conclude Catalano riconoscendo comunque
all’assessore Dressi di avere «sempre mantenuto un equilibrio»
nella vicenda.
Decisamente più ottimista
Filippo Caputo (Confsal), che evidenzia le «garanzie offerte in tema
di occupazione» e auspica che «gli altri sindacati si convincano
che la Ferriera va chiusa, e fare muro è inutile». Il segretario
regionale Uil Luca Visentini ritiene invece «inaccettabile firmare
un protocollo in cui si afferma che la siderurgia va dismessa». E
dunque «non chiudiamo le porte al confronto: siamo però disponibili
a firmare un verbale in cui si fa il punto della situazione, non certo
un protocollo d’intesa, visto che su contenuti e garanzie di passi avanti
non ce ne sono».
Intanto secondo la presidente
degli Industriali Anna Illy il piano «ha buone possibilità
di riuscita, ma necessita ora di tempi ben definiti per la realizzazione».
Guido Cace, presidente Acegas, conferma l’interesse della società
per la costruzione della centrale a turbogas di cui «saremo i capofila»,
dice, e annota come la nuova opera servirà a «ridurre la dipendenza
energetica dall’Enel, con conseguente presumibile diminuzione di costi».
Ugo Fabbri dell’Ugl si limita alla tutela dei lavoratori: «Garanzie?
La nostra delusione è fortissima, siamo al decalogo dei buoni propositi».
«Le garanzie per essere tali devono riguardare i lavoratori identificati
con nome e cognome, in base a quella ”fotografia” occupazionale che pure
era stata promessa; devono essere accompagnate da un garante; e devono
essere utilizzabili giudizialmente». Tutte osservazioni alle quali
«auspichiamo venga data una risposta», rilancia Fabbri.
L’ex sindaco Riccardo Illy
giudica positivo il teleriscaldamento: ma per il resto le critiche più
volte espresse permangono. «L’accordo di programma si sarebbe dovuto
firmare entro settembre, mentre siamo ancora alla bozza di un documento
preliminare. Ma il nodo principale - dice Illy - resta l’impoverimento
del settore industriale della città, già assestato ai minimi
termini. Gli occupati diminuiranno sicuramente di almeno 500 unità,
senza contare l’indotto. E i fondi per le opere? Nella Finanziaria non
c’è una lira, e non credo che i soldi dei privati basteranno. Certo
- conclude l’ex sindaco - Dressi è persona seria e se si espone
così significa che ne ha motivo. Ma io mi preoccupo di uno spoglio
dell’occupazione nel settore».