Il Piccolo 18 gennaio 2003

Ferriera, i sindacati chiedono
maggiori certezze sul futuro
 

La richiesta di cassa integrazione straordinaria avanzata dai vertici della Ferriera continua a tenere alto il livello di attenzione dei sindacati anche all’indomani dell’incontro in Regione con l’assessore Dressi. Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Confsal e Ugl in una nota ribadiscono come «a fronte della sola dichiarazione di intenti e di nessuna concretezza non abbiamo avuto la possibilità di condividere la richiesta di cigs che allo stato attuale potrebbe rappresentare l’avvio ai licenziamenti e comunque alla fuoriuscita di lavoratori, mettendoli in una condizioone di incertezza in quanto mancano loro le garanzie di ricollocazione».
Le organizzazioni sindacali e di categoria avevano sin dall’inizio condizionato la chiusura a fronte delle garanzie di rioccupazione di 700 lavoratori, indotto compreso, senza alcuna perdita salariale, nonché a fronte di certezze sui tempi di realizzazione delle attività alternative. «Ad oggi - sostengono i sindacati - da parte del governo e degli Enti locali che hanno deciso di chiudere lo stabilimento, non c’è stata, con altrettanta chiarezza e decisione, apertura con le organizzazioni sindacali sul possibile governo della transizione che porti alla chiusura dell’attività siderurgica a Trieste».
I sindacati rilevano infine che non esistono indicazioini precise su come realizzare la centrale termoelettrica, la piattaforma intermodale, il district park, le bonifiche e come verranno realizzate le aree oggetto del piano.