Il Piccolo 18 settembre

Il movimento vuole essere interlocutore istituzionale sul futuro dell’azienda
Attorno alla Ferriera nasce «Forum»
 «Non chiediamo la chiusura, ma l’adozione di provvedimenti che possano rassicurare la popolazione». «Troppi documenti, troppo pochi fatti»

Sui problemi legati alla sopravvivenza della Ferriera di Servola da ieri agisce un nuovo soggetto: il Forum voluto e organizzato da Legambiente, Wwf, Servola respira, Verdi, Rifondazione comunista, La tua Trieste, Fim, Fiom e Uil. Un variegato elenco che comprende partiti e sindacati, associazioni ambientaliste e gruppi di cittadini: «Tutti accomunati - è stato detto ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo movimento - dalla convergenza sui temi dell’ambiente e dell’occupazione relativi alla Ferriera». Ecco, sentendo i discorsi di tutti i rappresentanti delle diverse sigle, intervenuti ieri, sono proprio questi i due grandi temi che fungono da collante fra i vari elementi presenti all’interno del Forum: la volontà di tutelare l’ambiente e perciò le persone e, contemporaneamente, garantire lavoro per tutti.
«Perché un moderno sviluppo industriale e una crescita economica diffusa non possono prescindere da un parallelo adeguamento degli impianti ai più efficaci parametri di salvaguardia ambientale - ha detto Antonio Saulle, della Fim - perciò non vogliamo cadere nel ricatto, operato in questo caso dal gruppo Lucchini, per il quale una maggiore attenzione alle problematiche ambientali equivarrebbe per forza a una riduzione dei livelli occupazionali».
Saulle si è anche interrogato sul futuro della siderurgia a livello nazionale, «oggi uno dei settori più arretrati sotto questo profilo» ha sottolineato, «perché solo un progetto complessivo di riordino e di rilancio può consentire una crescita economica».
Gianni Pizzati, dei Verdi, ha parlato di «fronte ambientalista compatto per quanto concerne la Ferriera», riaffermando che «lavoro, sviluppo e tutela ambientale possono andare d’accordo» e che «se si dovesse decidere di chiudere lo stabilimento di Servola, bisognerebbe preoccuparsi da subito del recupero dei posti di lavoro».
Lia Brautti del Wwf, ha posto l’accento sul fatto che «il Forum è nato e si porrà da subito come interlocutore delle forze politiche e istituzionali sul fronte del futuro della Ferriera».
La Brautti ha poi proposto di effettuare delle rilevazioni sulle bocche delle ciminiere «perché le centraline attualmente in funzione - ha proseguito - non possono garantire la provenienza delle sostanze esaminate e quale sia la reale fonte dell’inquinamento». «Non chiediamo la chiusura della Ferriera - ha concluso - ma l’adozione di quei provvedimenti che possono rassicurare la popolazione residente».
Denis Visioli, di Rifondazione comunista, ha sottolineato che «i responsabili della Ferriera sono sempre pronti a sottoscrivere qualsiasi documento, salvo poi disattendere con i fatti le promesse formulate».
Romano Pezzetta, di «La tua Trieste» ha chiamato «partiti, politici e affaristi» a una «maggiore responsabilità», mentre Sergio Pisano, della Uilm, ha detto che «finalmente bisognerà arrivare a dei risultati concreti». Luciano Emili, di Legambiente, ha ricordato che «esistono tutti gli strumenti per poter fornire dati esaustivi sul livello di inquinamento ambientale nel rione di Servola e non esiteremo - ha detto - a produrli».
u.sa.