L’annuncio del presidente dell’ex municipalizzata
Guido Cace nell’ambito delle strategie di fornitura di acqua e metano anche
a Slovenia e Croazia
A Servola una seconda centrale a gas
entro il 2005
Sarà gestita dall’Acegas e avrà
una potenza tripla rispetto al fabbisogno della città. Costo: 130
milioni di euro
Una nuova termocentrale a
metano sorgerà entro due-tre anni nell’area della Ferriera di Servola.
Erogherà una potenza pari a 380 megawatt, ovvero il triplo del fabbisogno
di energia elettrica della città di Trieste, e sarà gestita
interamente dall’Acegas. Lo ha comunicato ieri, nel corso di una conferenza
stampa, il presidente dell’ex municipalizzata Guido Cace. L’impianto, che
costerà 130 milioni di euro, sarà costruito con la formula
del project financing e potrà essere sfruttato anche per la costruzione
di una rete per il teleriscaldamento, che coprirà l’area del rione
di Valmaura raggiungendo 12 mila famiglie triestine. La centrale sarà
alimentata con il metano che arriva dalla rete nazionale fino alla stazione
di trasformazione del gas a San Giuseppe, nei pressi di San Dorligo, dalla
quale si dipartirà una conduttura che raggiungerà l’area
della Ferriera. All’interno della quale, vale la pena di ricordare, è
già attiva una centrale elettrica, che utilizza i gas prodotti dai
procedimenti siderurgici.
«Sta per essere formalizzata
una project company - ha spiegato Cace - per la progettazione, la realizzazione
e la gestione di una centrale termoelettrica a ciclo continuo a gas, ad
alta efficienza e a basso impatto ambientale». La project company
sarà partecipata da Acegas e da altri soci, sulla cui identità
Cace non ha rivelato particolari, citando a questo proposito una lettera
inviatagli di recente da Massimo Goti, direttore generale del ministero
delle Attività produttive, che ha guidato la task force governativa
cui si deve il piano di dismissione della Ferriera redatto la scorsa primavera.
Tuttavia la futura centrale
a metano non è che uno dei progetti illustrati ieri da Cace, anche
se sicuramente quello di maggiore impatto sul piano locale. L’ex municipalizzata
quotata alla Borsa di Milano, punta infatti molto sullo sviluppo verso
Est. E se da quest’anno l’Acegas, prima azienda italiana del settore, rifornisce
di metano una cittadina d’oltreconfine (Sesana, in Slovenia) già
si prefigurano nuovi allacciamenti con Capodistria e la costa slovena,
grazie alla posizione strategica degli impianti. «L'investimento
nel settore gas - ha sottolineato Cace - è molto interessante se
si considera che nella zona della costiera slovena il consumo per famiglia
è uguale a quello del Basso Friuli, e cioè di 1600 metri
cubi all'anno per nucleo familiare. E l’investimento Acegas può
essere ammortizzato in 8-9 anni a fronte di una concessione di 25 anni».
Ma in ballo non c’è
solo il gas da esportare oltreconfine. Un mercato con prospettive interessanti
è quello dell’acqua, viste le notevoli difficoltà di approvvigionamento
idrico in tutta la penisola istriana. Difficoltà che Acegas può
brillantemente risolvere, ha spiegato Cace, in quanto utilizza i pozzi
dell’Isonzo che garantiscono acqua in abbondanza e di eccellente qualità.
Altrettanto proficue si
delineano le attività in Croazia. L’Acegas conta di esportare le
proprie conoscenze nel campo del servizio idrico integrato mediante la
partecipazione a progetti che godono di finanziamenti europei e del governo
italiano. Attualmente sono in corso contatti, in particolare con le città
di Pola, Sebenico e Zara.
Cace ha quindi annunciato
la creazione, in stretta collaborazione con le ex municipalizzate di Udine
e Gorizia, di un «Master per la gestione dei servizi pubblici - Sistema
Friuli Venezia Giulia», teso alla formazione a elevato contenuto
specialistico mediante l’utilizzo delle professionalità interne
alle aziende coinvolte, e che potrà inoltre svolgere un importante
ruolo di collante nei rapporti con i partner regionali e con gli Stati
ai quali Acegas si proporrà. «Questa è la teoria del
ministro Urso - ha rimarcato Cace - che di recente a Zagabria aveva sottolineato
come fosse importante, dopo le avanguardie militari nei Balcani, procedere
nello sbarco dell’industria italiana. Anche se prima, devono arrivare le
infrastrutture».
Ma l'attenzione per i mercati
esterni procederà, ha assicurato Cace, anche con un migliore servizio
reso ai triestini, e per questo motivo saranno potenziati i servizi alla
clientela sia per quanto concerne gli sportelli, si per il call center.
E restando in ambito cittadino, l’ex municipalizzata, oltre all’attenzione
verso i mercati dell’Est, intende prestare particolare cura al settore
ambientale, proseguendo nei piani che prevedono la realizzazione della
«terza linea» dell’inceneritore, che porterà da 105mila
a 165mila tonnellate la quantità annua di rifiuti solidi urbani
smaltibili. In questo modo, ha annunciato il presidente dell’Acegas, sarà
possibile allargare i utenti dell’impianto, offrendo il servizio di smaltimento
rifiuti anche per le zone costiere slovene e del Friuli. La «terza
linea» dovrebbe essere attiva dal 2004. Fra i progetti di immediata
realizzazione figura inoltre la riqualificazione dell’impianto di depurazione
delle acque reflue di Servola, di recente acquisizione.
Alessio Radossi