Il Piccolo 20 dicembre

L’annuncio del presidente dell’ex municipalizzata Guido Cace nell’ambito delle strategie di fornitura di acqua e metano anche a Slovenia e Croazia
A Servola una seconda centrale a gas entro il 2005
Sarà gestita dall’Acegas e avrà una potenza tripla rispetto al fabbisogno della città. Costo: 130 milioni di euro
 

Una nuova termocentrale a metano sorgerà entro due-tre anni nell’area della Ferriera di Servola. Erogherà una potenza pari a 380 megawatt, ovvero il triplo del fabbisogno di energia elettrica della città di Trieste, e sarà gestita interamente dall’Acegas. Lo ha comunicato ieri, nel corso di una conferenza stampa, il presidente dell’ex municipalizzata Guido Cace. L’impianto, che costerà 130 milioni di euro, sarà costruito con la formula del project financing e potrà essere sfruttato anche per la costruzione di una rete per il teleriscaldamento, che coprirà l’area del rione di Valmaura raggiungendo 12 mila famiglie triestine. La centrale sarà alimentata con il metano che arriva dalla rete nazionale fino alla stazione di trasformazione del gas a San Giuseppe, nei pressi di San Dorligo, dalla quale si dipartirà una conduttura che raggiungerà l’area della Ferriera. All’interno della quale, vale la pena di ricordare, è già attiva una centrale elettrica, che utilizza i gas prodotti dai procedimenti siderurgici.
«Sta per essere formalizzata una project company - ha spiegato Cace - per la progettazione, la realizzazione e la gestione di una centrale termoelettrica a ciclo continuo a gas, ad alta efficienza e a basso impatto ambientale». La project company sarà partecipata da Acegas e da altri soci, sulla cui identità Cace non ha rivelato particolari, citando a questo proposito una lettera inviatagli di recente da Massimo Goti, direttore generale del ministero delle Attività produttive, che ha guidato la task force governativa cui si deve il piano di dismissione della Ferriera redatto la scorsa primavera.
Tuttavia la futura centrale a metano non è che uno dei progetti illustrati ieri da Cace, anche se sicuramente quello di maggiore impatto sul piano locale. L’ex municipalizzata quotata alla Borsa di Milano, punta infatti molto sullo sviluppo verso Est. E se da quest’anno l’Acegas, prima azienda italiana del settore, rifornisce di metano una cittadina d’oltreconfine (Sesana, in Slovenia) già si prefigurano nuovi allacciamenti con Capodistria e la costa slovena, grazie alla posizione strategica degli impianti. «L'investimento nel settore gas - ha sottolineato Cace - è molto interessante se si considera che nella zona della costiera slovena il consumo per famiglia è uguale a quello del Basso Friuli, e cioè di 1600 metri cubi all'anno per nucleo familiare. E l’investimento Acegas può essere ammortizzato in 8-9 anni a fronte di una concessione di 25 anni».
Ma in ballo non c’è solo il gas da esportare oltreconfine. Un mercato con prospettive interessanti è quello dell’acqua, viste le notevoli difficoltà di approvvigionamento idrico in tutta la penisola istriana. Difficoltà che Acegas può brillantemente risolvere, ha spiegato Cace, in quanto utilizza i pozzi dell’Isonzo che garantiscono acqua in abbondanza e di eccellente qualità.
Altrettanto proficue si delineano le attività in Croazia. L’Acegas conta di esportare le proprie conoscenze nel campo del servizio idrico integrato mediante la partecipazione a progetti che godono di finanziamenti europei e del governo italiano. Attualmente sono in corso contatti, in particolare con le città di Pola, Sebenico e Zara.
Cace ha quindi annunciato la creazione, in stretta collaborazione con le ex municipalizzate di Udine e Gorizia, di un «Master per la gestione dei servizi pubblici - Sistema Friuli Venezia Giulia», teso alla formazione a elevato contenuto specialistico mediante l’utilizzo delle professionalità interne alle aziende coinvolte, e che potrà inoltre svolgere un importante ruolo di collante nei rapporti con i partner regionali e con gli Stati ai quali Acegas si proporrà. «Questa è la teoria del ministro Urso - ha rimarcato Cace - che di recente a Zagabria aveva sottolineato come fosse importante, dopo le avanguardie militari nei Balcani, procedere nello sbarco dell’industria italiana. Anche se prima, devono arrivare le infrastrutture».
Ma l'attenzione per i mercati esterni procederà, ha assicurato Cace, anche con un migliore servizio reso ai triestini, e per questo motivo saranno potenziati i servizi alla clientela sia per quanto concerne gli sportelli, si per il call center. E restando in ambito cittadino, l’ex municipalizzata, oltre all’attenzione verso i mercati dell’Est, intende prestare particolare cura al settore ambientale, proseguendo nei piani che prevedono la realizzazione della «terza linea» dell’inceneritore, che porterà da 105mila a 165mila tonnellate la quantità annua di rifiuti solidi urbani smaltibili. In questo modo, ha annunciato il presidente dell’Acegas, sarà possibile allargare i utenti dell’impianto, offrendo il servizio di smaltimento rifiuti anche per le zone costiere slovene e del Friuli. La «terza linea» dovrebbe essere attiva dal 2004. Fra i progetti di immediata realizzazione figura inoltre la riqualificazione dell’impianto di depurazione delle acque reflue di Servola, di recente acquisizione.
Alessio Radossi