Il Piccolo 21 agosto

Allarme del consigliere comunale Decarli (Lista Illy) e del segretario Cgil Catalano dopo la Cassa integrazione chiesta per la Siderco

"Il domani della Ferriera precipita nell’indifferenza"

 

Allarme per gli sviluppi occupazionali alla Ferriera di Servola. A lanciarlo è Roberto Decarli, capogruppo della Lista Illy in consiglio comunale, il quale afferma che "la situazione sta precipitando senza che nessuno dei vertici politico-amministrativi che governano o dovrebbero governare la città, se ne preoccupi".

L’acciaieria, ricorda Decarli, è stata chiusa il 29 luglio, e ciò significa già un calo occupazionale di 150 persone. "I primi effetti di questa allarmante situazione – prosegue il consigliere illyano – si sono riversati sulla Siderco, società che effettuava i servizi legati alla produzione dell’acciaieria. Di fatto la Siderco non esiste più. Le ultime 14 persone delle 50 originariamente occupate, sono state obbligatoriamente invitate ad andare in ferie in attesa della cassa integrazione".

Il capogruppo della Lista Illy attacca quindi il sindaco Dipiazza, affermando che "dopo un anno di continue dichiarazioni ed esternazioni sulla Ferriera, si fa notare per il suo fragoroso silenzio. I lavoratori della Ferriera e l’economia della città – rileva Decarli – pretendono però di sapere quali, e dove, sono le alternative occupazionali promesse. E’ deprimente e sconfortante – conclude – che questa amministrazione comunale parli solo dell’estate triestina, delle feste in piazza e delle Frecce tricolori, mentre contemporaneamente la Ferriera inizia a disfarsi di alcuni reparti produttivi, il porto non dà segni di vitalità e la generale situazione dell’industria triestina non promette nulla di buono. Eppure, nonostante questi evidenti segnali di crisi, Dipiazza si vanta di aver ottenuto grandi risultati".

Ulteriori tagli all’occupazione in Ferriera potrebbero ripercuotersi pericolosamente sul tessuto industriale della provincia. L’avvertimento viene da Valdi Catalano, segretario provinciale della Cgil, il quale parla di "una partita che insiste su un quadro estremamente delicato riguardante l’intera provincia. A meno di fatti imprevedibili – sottolinea Catalano – a settembre, sulla questione della Ferriera, è necessaria una verifica politica a livello di governo, visto che l’azienda inizia a spegnere gli impianti".

Ricordando che la Cgil giudica negativo, sia nel merito sia nei fatti, il confronto istituzionale apertosi sulla Ferriera, Catalano rileva che "la naturale conseguenza della chiusura degli impianti a fronte di future aree portuali, con un’occupazione di alcune decine di persone, è che si può innescare uno stato di cose di cui a farne le spese sono i dipendenti della Servola spa".

Meno allarmato il commento di Sergio Pisano (Uilm), secondo il quale la situazione dell Siderco è "la logica conseguenza dello stato di indeterminatezza e dell’incapacità di collocare il prodotto da parte della Servola spa. Entro fine mese – rimarca Pisano – funzionerà un solo altoforno. La Siderco, che operava in appoggio all’acciaieria, non "ricevendo" più lavoro dalla Servola spa chiede la cassa integrazione".

Cassa integrazione che dovrebbe durare quattro settimane, e sulla quale il primo incontro è fissato martedì 27 agosto nella sede di Assindustria. "In settembre si dovrebbe definire il piano per il futuro della Ferriera – conclude Pisano –. Bisogna quindi accelerare i tempi e mettere nero su bianco i numeri degli occupati e dell’indotto dello stabilimento".

gi. pa.