Di Piazza: "Prima le vacanze,
poi mi scateno sulla
Ferriera"
«L’inquinamento di
Acquario? Non esiste. Ho seguito personalmente le operazioni e so cosa
c’era lì: terra. Certo, Porto San Rocco era un cantiere: volevano
trovarci sotto delle primule? Di fosfori, tracce di detersivi ce ne sono
in qualsiasi parte della costa, è ovvio. Ma dati alla mano, l’inquinamento
non c’è e alla fine verrà fuori. Avete visto le percentuali?
Sono normali. Adesso però, sulla base del precedente che si è
creato, mi scateno sulla Ferriera. Chiamerò l’Arpa, farò
fare tutte le verifiche. La legge è uguale per tutti, no? E allora
perché ci deve essere accanimento soltanto nei confronti di alcuni,
mentre tutti sappiamo cosa ha fatto la Ferriera o cosa c’è all’Aquila,
all’ex Esso?»
In partenza per una vacanza,
Roberto Dipiazza non ha ancora metabolizzato l’arrabbiatura scatenata dalle
ultime notizie giunte dal fronte di Porto San Rocco. Venerdì mattina,
quando aveva convocato al volo una conferenza stampa, ancora non sapeva
- giura - della «notifica di sequestro» che in quelle stesse
ore giungeva alla spa di Muggia. Il problema non sta nell’operato della
magistratura, precisa il sindaco, che «sulla base di denunce - di
pochi - deve agire». Il problema - ribadisce Dipiazza - è
che «la città deve mostrarsi con una mentalità un po’
più vincente. Vendono la cava di Duino e sembra uno scandalo enorme,
sull’Enalc tutto è fermo da vent’anni... Non possiamo bloccare qualsiasi
iniziativa: e mi hanno fatto piacere le decine di telefonate di cittadini
che si sono detti d’accordo con me».
Quanto alle indagini Dipiazza,
che da sindaco di Muggia ha seguito Porto San Rocco cui «sono particolarmente
affezionato, è stata proprio una bella avventura», si dice
tranquillo: «Io? Non ho alcun problema, se ci fosse una possibilità
di coinvolgermi lo avrebbero già abbondantemente fatto...»
Quello di venerdì è stato uno sfogo liberatorio esternato
«da imprenditore, prima che da sindaco», perché in questa
città «c’è una volontà distruttiva. Badate,
io, se mi chiamano a investire da queste parti, non ci vengo proprio».
E il problema, chiude Dipiazza, potrà riproporsi: «Che dico
agli imprenditori che arriveranno in Porto vecchio, che qualcuno salterà
subito su a dire che lì sotto c’è una nave romana?»
Intanto, dopo gli ultimi
sviluppi dell’inchiesta sulle presunte irregolarità dell’interramento
«Acquario», gli Amici della Terra scrivono di aver presentato
all’Olaf (Commissione europea antifrode) la richiesta urgente di blocco
dei finanziamenti europei obiettivo 2 destinati ai progetti di sviluppo
turistico della Baia di Sistiana e del Villaggio del pescatore.
Di «grande improvvisazione
che da anni presiede alle scelte urbanistiche relative alla fascia costiera
muggesana» scrive Dario Predonzan del Wwf. Al diessino Bruno Zvech,
che si era dichiarato favorevole a insediamenti turistici lungo la costa,
Predonzan replica che «le previsioni del piano regolatore vigente
non tengono in alcun conto la realtà ambientale della fascia costiera
e dei fondali marini antistanti». Quanto a Dipiazza, dal Wwf si fa
notare che «il Comune di Trieste non sta facendo nulla di serio contro
l’inquinamento della Ferriera...».
Infine secondo Franco Colombo,
per il Comitato Sos Muggia, il direttore della Porto San Rocco Roberto
Sponza avrebbe «esagerato nel vittimismo cercando di accreditare
la tesi di una persecuzione politica immotivata. Se infatti la società
ha fatto tutto secondo i crismi di legge, esiste la speranza che possa
rispondere ai vari punti che le sono stati contestati e su cui finora non
c’è stata alcuna spiegazione».
p.b.