Il Piccolo 23 febbraio 2003

Di Piazza: "Prima le vacanze,
poi mi scateno sulla Ferriera"
 

«L’inquinamento di Acquario? Non esiste. Ho seguito personalmente le operazioni e so cosa c’era lì: terra. Certo, Porto San Rocco era un cantiere: volevano trovarci sotto delle primule? Di fosfori, tracce di detersivi ce ne sono in qualsiasi parte della costa, è ovvio. Ma dati alla mano, l’inquinamento non c’è e alla fine verrà fuori. Avete visto le percentuali? Sono normali. Adesso però, sulla base del precedente che si è creato, mi scateno sulla Ferriera. Chiamerò l’Arpa, farò fare tutte le verifiche. La legge è uguale per tutti, no? E allora perché ci deve essere accanimento soltanto nei confronti di alcuni, mentre tutti sappiamo cosa ha fatto la Ferriera o cosa c’è all’Aquila, all’ex Esso?»
In partenza per una vacanza, Roberto Dipiazza non ha ancora metabolizzato l’arrabbiatura scatenata dalle ultime notizie giunte dal fronte di Porto San Rocco. Venerdì mattina, quando aveva convocato al volo una conferenza stampa, ancora non sapeva - giura - della «notifica di sequestro» che in quelle stesse ore giungeva alla spa di Muggia. Il problema non sta nell’operato della magistratura, precisa il sindaco, che «sulla base di denunce - di pochi - deve agire». Il problema - ribadisce Dipiazza - è che «la città deve mostrarsi con una mentalità un po’ più vincente. Vendono la cava di Duino e sembra uno scandalo enorme, sull’Enalc tutto è fermo da vent’anni... Non possiamo bloccare qualsiasi iniziativa: e mi hanno fatto piacere le decine di telefonate di cittadini che si sono detti d’accordo con me».
Quanto alle indagini Dipiazza, che da sindaco di Muggia ha seguito Porto San Rocco cui «sono particolarmente affezionato, è stata proprio una bella avventura», si dice tranquillo: «Io? Non ho alcun problema, se ci fosse una possibilità di coinvolgermi lo avrebbero già abbondantemente fatto...» Quello di venerdì è stato uno sfogo liberatorio esternato «da imprenditore, prima che da sindaco», perché in questa città «c’è una volontà distruttiva. Badate, io, se mi chiamano a investire da queste parti, non ci vengo proprio». E il problema, chiude Dipiazza, potrà riproporsi: «Che dico agli imprenditori che arriveranno in Porto vecchio, che qualcuno salterà subito su a dire che lì sotto c’è una nave romana?»
Intanto, dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulle presunte irregolarità dell’interramento «Acquario», gli Amici della Terra scrivono di aver presentato all’Olaf (Commissione europea antifrode) la richiesta urgente di blocco dei finanziamenti europei obiettivo 2 destinati ai progetti di sviluppo turistico della Baia di Sistiana e del Villaggio del pescatore.
Di «grande improvvisazione che da anni presiede alle scelte urbanistiche relative alla fascia costiera muggesana» scrive Dario Predonzan del Wwf. Al diessino Bruno Zvech, che si era dichiarato favorevole a insediamenti turistici lungo la costa, Predonzan replica che «le previsioni del piano regolatore vigente non tengono in alcun conto la realtà ambientale della fascia costiera e dei fondali marini antistanti». Quanto a Dipiazza, dal Wwf si fa notare che «il Comune di Trieste non sta facendo nulla di serio contro l’inquinamento della Ferriera...».
Infine secondo Franco Colombo, per il Comitato Sos Muggia, il direttore della Porto San Rocco Roberto Sponza avrebbe «esagerato nel vittimismo cercando di accreditare la tesi di una persecuzione politica immotivata. Se infatti la società ha fatto tutto secondo i crismi di legge, esiste la speranza che possa rispondere ai vari punti che le sono stati contestati e su cui finora non c’è stata alcuna spiegazione».
p.b.