Il Piccolo 23 luglio

Ferriera, la Cisl dice no al piano
Giovedì una riunione in Regione



Dopo aver espresso il proprio no assieme alle altre sigle confederali, la Cisl ribadisce la contrarietà al piano di riconversione industriale dell’area della Ferriera. E lo fa in una nota stilata ieri, dopo una riunione dell’esecutivo dell’Unione sindacale territoriale di Trieste del sindacato.
La Cisl rifuta le proposte del piano redatto dal ministero delle Attività produttive, che giudica "gravemente carente sul piano economico e sul piano occupazionale". Il sindacato evidenzia che si tratta del "primo vero atto di confronto sulla volontà di chiusura dello stabilimento e sul riutilizzo del sito industriale della Ferriera", ma afferma che "a fronte di notevoli investimenti, l'attività economica alternativa creata comporterebbe un saldo negativo occupazionale di circa 800 unità e verrebbe a imporre a Trieste attività economiche quali il terminale gasifero, rifiutato da altri comuni limitrofi".
Per la Cisl "rimane l'esigenza di un serrato confronto con le istituzioni e con i soggetti coinvolti nel piano" e "non saranno accettate chiusure di impianti che provochino perdita di posti che vanno a sommarsi alla già difficile situazione dell'industria triestina, senza prospettive concrete di reimpiego". Il sindacato infine chiede "un tavolo concertativo permanente con le istituzioni, l'Autorità portuale-Ezit, per affrontare organicamente la politica industriale triestina, nell'ottica di una maggiore occupazione".
Intanto, dopo la riunione che la scorsa settimana ha visto riunite a Roma per la disamina del piano tutte le parti (industriali, proprietà, sindacati e istituzioni), è convocata per giovedì la prima riunione nell’ambito di quei tavoli settoriali che, secondo quanto deciso nella capitale, avranno il compito di approfondire e individuare le modalità di concretizzazione del percorso di dismissione dello stabilimento. L’assessore regionale all’industria Sergio Dressi ha già convocato nei propri uffici, per discutere di problematiche industriali, i rappresentanti ministeriali, quelli degli enti locali, la proprietà, sindacati, Acegas, Duferco. Gli altri tavoli costituiti sono quelli relativi ai settori sociale e ambientale.