Il Piccolo 23 ottobre

L’assessore all’Industria punta a riconvocare il tavolo regionale di confronto per l’11 novembre
Ferriera, i sindacati rilanciano l’allarme
Le sigle pronte a «coinvolgere la società». Dressi: «No agli approcci negativi»
 

Dovrebbe tenersi l’11 novembre una nuova riunione del tavolo regionale sulla questione Ferriera. È questa la data alla quale l’assessore regionale all’Industria Sergio Dressi punta per iniziare a discutere nel merito la bozza di protocollo d’intesa inviata a tutte le parti coinvolte. Ieri all’assessorato sono giunte le prime osservazioni al documento, come lo stesso Dressi aveva richiesto. Per la riunione del tavolo l’assessore vuole comunque la presenza di Massimo Goti, direttore generale del ministero delle Attività produttive che aveva guidato, in primavera, la stesura del piano di dismissione.
Nel protocollo d’intesa, premessa indispensabile all’accordo di programma, viene riconfermato il futuro dell’area servolana: chiusi in tempi brevi un altoforno e l’acciaieria, l’impianto siderurgico dovrebbe essere definitivamente dismesso a fine 2009. Sul sito dovrebbero sorgere una centrale a turbogas e una piastra intermodale e logistica, con un terminal container da 960 mila teu all’anno, una piattaforma logistica e un distripark.
Ma intanto l’allarme dei sindacati resta alto. Dressi parla di «un clima di riserve mentali» invitando gli esponenti delle varie sigle a mettere sì dei paletti, e però «senza approcciarsi in modo negativo alla questione». Ma il timore dei sindacati, malgrado le reiterate assicurazioni fornite sul mantenimento dell’attuale numero dei posti di lavoro di Ferriera e indotto, è sempre quello: «Uno scambio a perdere» nello scenario economico e occupazionale della città, come lo definisce il segretario provinciale Fiom-Cgil Antonio Saulle precisando di parlare a nome di tutte le sigle, con Fim-Cisl, Uilm, Confsal e Ugl.
Proprio ieri in Assindustria si è tenuto un incontro sulla mobilità avviata dalla Siderco, azienda dell’indotto, per gli ultimi 13 lavoratori rimasti a carico della ditta e già messi in cassa integrazione dopo che alcuni mesi fa una trentina di dipendenti del ramo trasporti erano confluiti nella Servola spa. I sindacati hanno invitato l’azienda a ritirare la mobilità, ma «per la Siderco ormai siamo al capolinea», commenta Saulle. E però «siamo anche al possibile inizio di quello che potrebbe accadere con la Ferriera»: i sindacati infatti hanno sempre considerato quella della Siderco come una sorta di cartina di tornasole, e ora temono che anche per i lavoratori dello stabilimento siderurgico si adotti «una tattica dilazionata nel tempo, sino a che gli interessi della Lucchini», proprietaria dello stabilimento servolano, «siano talmente forti da non offrire più risposte all’attività primaria».
I sindacati chiedono ancora una volta che il tavolo regionale sulla Ferriera venga unificato con quello della gestione ordinaria dell’azienda, per evitare un pericoloso ping-pong. Ma soprattutto si preparano a «coinvolgere partiti, associazioni, tutta la società che ha a cuore questi problemi», annuncia Saulle, «per dare un primo grande segnale d’allarme su quanto sta avvenendo».
p.b.