Ulivo e Lista Illy denunciano: "Assoluta la mancanza di progettualità"
"Da Servola al Porto Vecchio
il vero rischio è l’immobilismo"
Il vero pericolo per la città è l’immobilismo delle amministrazioni che la governano. Perché "la mancanza di progettualità è assoluta". Così il coordinatore di Ulivo e Lista Illy Ettore Rosato ha aperto ieri l’incontro stampa in cui i consiglieri comunali e provinciali dell’opposizione Roberto Decarli, Dino Fonda, Fulvio Camerini ed Eliana Frontali hanno fatto il punto su quello che definiscono "il filo conduttore delle istituzioni locali": l’immobilismo, appunto, che porta con sé - così Rosato - la "regressione" della città ma anche una totale "confusione, perché è veramente difficile oggi capire non solo che cosa si decide, ma anche chi decide".
Decarli ha ricordato la "totale assenza di un confronto di carattere politico", da tenersi nelle sedi istituzionali su temi importanti per la città: dalla sorte della Ferriera, al piano regionale materno-infantile, al Porto vecchio - gli ha fatto eco Rosato - ogni richiesta di chiarimenti e di discussione politica da parte dell’opposizione è rimasta senza risposta. A soffermarsi su quelle che ha definito "le due partite fondamentali" - Ferriera e Porto - è intervenuto Fonda. Quanto allo stabilimento, "il piano è stato presentato dal ministero senza il coinvolgimento delle istituzioni né dei lavoratori, a oggi non fornisce alcuna garanzia occupazionale e offre prospettive di rischio maggiore di quelle attuali. Il recupero ambientale della Ferriera sarebbe realizzabile, ma in vista della chiusura nessuno farà nulla... Insomma si profilano tempi lunghi per un piano i cui effetti si vedranno nel prossimo decennio".
Quanto al Porto vecchio, ha proseguito Fonda, "si è affidata la direzione del restauro del magazzino 26 a Portoghesi, ma a che scopo si ristruttra quell’edificio, situato peraltro in un’area assai decentrata? Il presidente dell’Autorità portuale Maurizio Maresca pensava a un recupero del sito "a tenaglia", partendo dal 26 e dal molo IV. Ma a proposito del IV, stiamo assistendo a una scomparsa su tutta la linea di Evergreen..." Fonda ha ricordato ancora "quella dell’integrazione fra i due porti, Trieste e Capodistria, che rischia di essere un’operazione a termine", e "il caos che regna per quanto riguarda la competenza degli enti locali".
Decarli ha affrontato il problema casa: "C’è la delibera che "gira" oltre 600 alloggi del Comune all’Ater, ma questo è un nodo che va risolto in modo strutturale, viste anche le ricadute sociali che la crisi annunciata della Ferriera e quella in atto del Porto comporteranno nei prossimi anni". Frontali ha citato quei "contenitori che non si sa cosa stiano facendo". Esempi? "TriestExpo Challenge, Porto vecchio srl e ancora quella commissione sanitaria composta da luminari che su questioni fondanti per Trieste, come il 118 o il piano regionale materno-infantile, non hanno inteso intervenire nemmeno con una riga".
A esprimere "profonda critica, ma anche preoccupazione" è stato Camerini. Per l’ex senatore "il modello più preoccupante" di quanto avviene "è il Porto che ha vissuto una regressione mentre gli altri scali aumentano i traffici, il Porto entrato in conflitto con i terminalisti che aveva attirato, il Porto che ha scoraggiato Cosco", e "l’Autorità portuale che si fa anche gestore", ha aggiunto Camerini riferendosi al Molo VII. "Non critichiamo quanto l’Authority annuncia ma i risultati oggettivi", ha chiuso Rosato: "Del resto, in assenza di un ruolo forte della Regione e del capoluogo è difficile che lo scalo possa decollare..."
p.b.