Il Piccolo 27 agosto

Come annunciato da tempo questa notte l’impianto cesserà l’attività per motivi tecnici. E si attende la decisione del giudice
Ferriera, chiude uno dei due altiforni
Depositato proprio ieri in una cassaforte del Tribunale il parere dei consulenti
 Tra qualche giorno riprende la trattativa sulla dismissione. Stamane si discute la cassa integrazione alla Siderco. La preoccupazione dei sindacati.

L’acciaieria è ferma da quasi un mese. Questa notte cesserà l’attività di uno dei due altiforni. E intanto stamane, in Assindustria, si discute la cassa integrazione per i dipendenti della Siderco, la società che effettua servizi legati alla produzione dell’acciaieria.

A pochi giorni dalla ripresa dei tavoli regionali avviati con l’obiettivo di arrivare a un accordo di programma sulla dismissione dello stabilimento, l’immediato futuro della Ferriera resta tutto da definire. Anche perché proprio ieri è stato depositato alla cancelleria del Tribunale il parere dei consulenti tecnici del giudice che deve applicare la sentenza della Cassazione: sentenza che ha disposto il sequestro della cokeria. Il documento è ancora in cassaforte.

Vediamo la situazione nel dettaglio. Come si diceva, la Servola spa ha fissato per questa notte la chiusura di uno dei due altiforni dello stabilimento. Chiusura programmata e annunciata da tempo per l’ordinaria manutenzione - puntualizza il responsabile delle relazioni esterne della proprietà Francesco Semino - ma con l’intenzione di protrarre lo stand-by più o meno sino a fine settembre, in attesa dell’evolversi delle trattative. Accanto al tavolo di discussione, aggiunge Semino, c’è comunque da tenere presente la congiuntura non positiva attraversata dal mercato dell’acciaio.

La situazione resta comunque tale da indurre più d’uno a tenere alta la guardia. Roberto Decarli, capogruppo della Lista Illy in consiglio comunale, non ha dubbi: "In realtà la dismissione dello stabilimento è iniziata senza attendere la discussione del relativo piano". "Non siamo di fronte a una gestione aziendale ordinaria per mancanza di ordini - attacca in una nota lo Snalm-Confsal - ma a una piena attuazione del piano di riconversione, anche se non sono stati definiti i contorni per un accordo di programma. La cassa integrazione guadagni annunciata dalla Siderco per tutti i dipendenti è la riprova che le danze sono iniziate già nella pausa estiva".

Ieri nella tarda mattinata l’ingegner Everardo Gola, titolare della cattedra di Chimica ambientale dell’Università di Padova, ha depositato nella cancelleria del Tribunale il suo parere sulle modalità tecniche con cui deve essere attuato il sequestro della cokeria "compatibilmente con la conservazione dell’impianto".

La Corte di cassazione cinquanta giorni fa aveva accolto il ricorso del pm Federico Frezza e aveva detto "sì" al sequestro. Il giudice Fabrizio Rigo, chiamato ad attuarlo, ha investito del problema tecnico l’ingegner Gola che a sua volta si è avvalso della collaborazione dell’ingegner Salvatore Tommasi.

Sequestrare la cokeria per impedire che dall’impianto si riversino sulle case adiacenti fumi e polveri, formalmente è molto semplice. Un decreto, un timbro e una firma. Al contrario fermare un impianto di queste dimensioni, rivestito di mattoni refrattari, potrebbe causare danni immensi alla società propietaria se la chiusura non fosse attuata secondo precisi tempi e metodi. Il sequestro non può essere distruttivo. Questo è il problema e l’ingegner Gola nella sua perizia, ne ha fissato i parametri. Poi il giudice Fabrizo Rigo deciderà. In un verso vi è il percorso sottolineato dalla Cassazione, nell’altro quello tracciato dalla tecnica. Possono coesistere?