Il Piccolo 27 dicembre
 
Lotta tra la vita e la morte a Cattinara un giovane di 23 anni addetto alle macchine dei forni della cokeria schiacciato, la vigilia di Natale, da un carrello
Infortunio alla Ferriera, operaio da tre giorni in coma
Ed esplode la protesta sindacale che reclama adeguati investimenti per la sicurezza sul lavoro
 

Claudio Casaburi, 23 anni, un operaio della Ferriera rimasto ferito in un infortunio sul lavoro alla vigilia di Natale, da tre giorni sta lottando tra la vita e la morte. Casaburi, originario di Napoli ma residente a Trieste, è ricoverato nel reparto di rianimazione di Cattinara. I medici stanno facendo tutto il possibile per salvarlo. Nell’infortunio ha riportato un terribile trauma cranico con frattura dell’osso occipitale. Dall’altro giorno è sempre rimasto in stato di coma. «Le condizioni del paziente sono stazionarie. Non possiamo aggiungere altro», ha dichiarato ieri mattina con tono preoccupato un medico della rianimazione.
Gli investigatori della Mobile e i tecnici del settore anti-infortunistica dell’azienda sanitaria stanno ancora cercando di ricostruire l’episodio. Anche ieri i poliziotti hanno interrogato alcuni testimoni. Intanto un primo rapporto è stato trasmesso al sostituto procuratore Pietro Montrone che dovrà valutare eventuali responsabilità all’origine dell’ennesimo infortunio che si è verificato in questi ultimi tempi alla Ferriera.
Da quanto si è saputo Claudio Casaburi, addetto alle macchine dei forni della cokeria, poco prima delle 9 di martedì era uscito dalla cabina del mezzo che stava guidando per pulire il vetro di protezione che gli impediva di vedere all’esterno: sul vetro si era infatti depositata una fitta coltre nera. A un certo punto - secondo i primi accertamenti eseguiti dagli agenti della squadra volante - l’operaio che era uscito è stato investito da un carrello in movimento. Un urto tremendo: Claudio Casaburi è stato schiacciato contro un tubo di pressione. Il carrello lo ha colpito tra il collo e la base cranica.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno trovato il giovane in arresto cardio-respiratorio. Hanno tentato di rianimarlo sul posto per oltre mezz’ora, e successivamente lo hanno trasportato all’ospedale triestino di Cattinara.
Intanto esplode la protesta sindacale. «L’incidente ha evidenziato nella maniera più drammatica come il futuro della Ferriera rischi di condizionarne il presente», tuona Franco Belci, segretario regionale della Cgil. «Il futuro e il presente della fabbrica - aggiunge - si riflettono, anche in modo dirompente, nelle concrete condizioni degli uomini che vi lavorano. Non si tratta infatti solo del destino di una fabbrica intimamente collegata alla storia della città, ma di quello quotidiano di chi, in carne ed ossa, consente la produzione. Il ripetersi di incidenti gravi non può infatti essere considerato - sono sempre parole di Belci - neanche dal punto di vista meramente statistico, alla stregua di una somma di fatalità. Non vorremmo che l’incertezza delle prospettive distogliesse l’attenzione dalla necessità di adeguati investimenti sul miglioramento della sicurezza sul lavoro. Non possiamo esimerci dal ricordare, di fronte a questo ennesimo incidente tanto più doloroso in quanto riguarda un ragazzo di 23 anni, come la Regione proceda troppo lentamente nell’attivazione delle assunzioni necessarie per sostenere il progetto sulla sicurezza».
Dello stesso tenore la dichiarazione di Giorgio Cecco, vicepresidente del consiglio provinciale. «Dobbiamo lavorare tutti, soprattutto gli enti e le associazioni di categoria locali in sinergia per garantire la qualità della formazione. La tanto discussa ”qualità del lavoro” problema già trattato dalla commissione europea, dove si evidenzia un confronto con Regioni, enti locali e parti socili, non può non tener conto della sicurezza e della salute dei lavoratori, con strumenti seri e di formazione a tutti i livelli».
c.b.