Presa di distanza di Cgil, Cisl e Uil dalla
bozza di protocollo di intesa proposta dall’assessore regionale all’Industria
Ferriera, i sindacati
«bocciano» Dressi
Riconfermato tuttavia l’interesse a proseguire
il lavoro al tavolo istituzionale
Non proprio una bocciatura
senza appello, ma certamente una presa di distanza articolata e circostanziata
quella espressa dai sindacati sulla bozza di protocollo di intesa proposta
dall’assessore regionale Dressi sul futuro della Ferriera di Servola.
Le segreterie di Cgil, Cisl,
Uil e di Fim, Fiom, Uilm unitamente alle rappresentanze sindacali unitarie
della Ferriera, infatti, in una nota, hanno espresso la comune valutazione
che ad oggi non vi sono le condizioni per la sottoscrizione di un documento
che sancisca il definitivo superamento della siderurgia a Trieste.
Nella stessa nota viene
rilevato altresì che il piano presentato «non evidenzia sufficienti
prospettive di sviluppo economico alternativo, industriali e non industriali,
accompagnate da concrete manifestazioni di interesse da parte di soggetti
imprenditoriali. Non risulta, inoltre, - aggiungono i sindacati - che la
Lucchini abbia in alcuna sede esplicitato ufficialmente la sua disponibilità
a dismettere la Ferriera».
Da queste premesse i sindacati
impegnati nell’esame della bozza di protocollo di intesa sul futuro della
Ferriera traggono la conclusione che mancano garanzie certificabli di ricollocazione
per i circa mille lavoratori oggi impiegati nell’impianto e nel suo indotto,
cui si aggiunge la non risoluzione a breve dei problemi ambientali che
sono alla base del progetto di dismissione e dell’azione della magistratura.
Nel loro documento le forze
sindacali annunciano che nei prossimi giorni «e segreterie invieranno
una lettera all’assessore nella quale formalizzeranno questa posizione,
riconfermando tuttavia l’interesse del sindacato «a proseguire il
lavoro al tavolo istituzionale presieduto da Dressi, oggi unica sede di
garanzie per un corretto svolgimento del negoziato».
«Cgil, Cisl e Uil
- è detto ancora nella nota - comunicheranno anche la loro disponibilità
a formalizzare lo stato di avanzamento di questo lavoro non in un protocollo
d’intesa, bensì in un verbale che registri le posizioni delle parti
e stabilisca il percorso per l’auspicabile raggiungimento di un accordo
di programma».
Le stesse Cgil, Cisl e Uil
si propongono inoltre di ribadire la richiesta che tutti i problemi per
i quali oggi non si è trovata soluzione al tavolo aziendale vengano
ricondotti a quello istituzionale al fine di garantire un confronto unitario
«senza fughe in avanti - sottolineano i sindacati - e in cui ogni
parte si assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Ciò
deve valere - precisano - per le procedure e le modalità della cassa
integrazione della Siderco e della Lucchini, per il riconoscimento dell’amianto
ai lavoratori che ne hanno diritto , per le condizioni ambientali e di
lavoro in seno agli stabilimenti, che dovranno essere monitorate per tutta
la durata del piano».
Cgil, Cisl e Uil annunciano
infine la riconvocazione in tempi brevi del tavolo istituzionale cui faranno
seguire un’assemblea pubblica all’interno dello stabilimento dove verrà
presentato un dettagliato documento con le posizioni e le proposte del
sindacato.