Il Piccolo 28 agosto

SERVOLA Alcune sigle sindacali temono che si tratti di una prova generale di quanto accadrà successivamente nello stabilimento

Alla Siderco ferie forzate prima della "cassa"

 

Nulla di fatto nella vicenda Siderco, la società che effettua i servizi legati alla produzione dell’acciaieria della Ferriera: l’incontro tra proprietà e sindacati convocato ieri nella sede Assindustria è stato aggiornato al 3 settembre. Del futuro dei dipendenti si riparlerà dunque tra alcuni giorni: nel frattempo i rappresentanti sindacali faranno il punto della situazione assieme ai lavoratori (l’assemblea è convocata per il 2 settembre alle 10 nella sede Uilm di Domio).

La società chiede la cassa integrazione ordinaria di quattro settimane per quei lavoratori - poco più di una decina - rimasti in azienda dopo che altri 36 dipendenti erano stati trasferiti, in giugno, direttamente alla Servola spa. In attesa di un eventuale accordo "il personale è in ferie forzate", ribadisce il segretario provinciale Uilm Sergio Pisano, precisando che "di fatto la Siderco non esiste".

La cassa integrazione dovrebbe partire "dal 9 settembre per un asserito calo di attività", contesta in una nota l’Ugl metalmeccanici: "Fino ad allora i lavoratori che dispongono di ferie arretrate verranno obbligati a consumarle, coloro che non ne hanno più dovranno restare comunque a casa senza sapere se e soprattutto da dove salterà fuori lo stipendio, visto che l’azienda non ha voluto fornire chiarimenti in merito". La "dismissione della Ferriera di Servola prosegue e in maniera sempre meno strisciante e sempre più palese", tira le somme l’Ugl.

Quella della Siderco è infatti in realtà, nell’ottica dei sindacati, una sorta di prova generale di quanto potrebbe accadere di qui a qualche tempo per i lavoratori dello stabilimento siderurgico. "Alla Siderco contestiamo passività e apatia nel non voler cercare attività industriali alternative cui dedicarsi", dice il segretario provinciale Fiom-Cgil Antonio Saulle. Il nodo è che "riteniamo questo stato di cose frutto non di una crisi di mercato, di una situazione temporanea così come viene presentata - prosegue Saulle - bensì di una scelta politica che parte dal governo, arriva fino agli enti locali e corrisponde agli interessi della Servola spa". Insomma, "i lavoratori della Siderco sono i primi a soffrire dell’evolversi della situazione", riassume Saulle. Eppure "non erano questi gli impegni assunti", gli fa eco Giulio Frisari dello Snalm-Confsal.

A pochi giorni dalla riapertura dei tavoli sul futuro di Servola convocati dall’assessore regionale all’industria Sergio Dressi, insomma, la vicenda Siderco - attacca Saulle - "dimostra come quella di Dressi sia una valutazione errata: l’assessore vuole tenere separata la trattativa sul futuro dell’area industriale dalla gestione dei livelli occupazionali, mentre questi ultimi in realtà risultano chiaramente dover essere il tema principale del tavolo".

p.b.