Si riaprirà il 20
gennaio il tavolo di discussione con le varie sigle sindacali sul futuro
della Ferriera di Servola e soprattutto dei lavoratori attualmente impiegati
nello stabilimento. E per assicurarsi un’adeguata presenza degli emissari
ministeriali, l’assessore regionale all’Industria, Sergio Dressi, ha inviato
una missiva ai quattro dicasteri competenti.
La lettera spedita al ministero
delle Attività produttive, a quello dei Trasporti, dell’Ambiente
e del Welfare fa il punto della situazione e ricorda una serie di scadenze
importanti per lo stabilimento siderurgico e per l’intera città.
Sul piatto la dismissione dell’impianto, il recupero ambientale dell’area,
la nuova centrale a turbogas e il distripark a servizio del Porto. «Non
è che non mi fidi dei rappresentanti dei ministeri, ma si sa, Roma
è lontana - ha spiegato Dressi - e ho preferito richiamare l’attenzione
di tutte le parti in causa sul problema».
L’accordo di programma che,
successivamente al protocollo d’intesa, dovrebbe stabilire nei dettagli
cosa verrà realizzato dopo la dismissione della Ferriera e come
verranno reimpiegati i lavoratori, è stato definito da Dressi un
«obiettivo fondamentale per la città». L’incontro di
gennaio servirà anche a richiamare l’attenzione sulle prossime importanti
scadenze, prima fra tutte quella di fine febbraio, entro la quale l’Autorità
portuale dovrà predisporre il progetto per la piattaforma logistica.
Si tratta di un passo essenziale per poter usufruire dei fondi della legge
Obiettivo che consentirebbero l’effettiva realizzazione dell’opera.
«Chiederò inoltre
alla proprietà, ma anche ad altri soggetti interessati, di garantire
l’occupazione agli operai dopo la cassa integrazione straordinaria. Non
come è successo per la Siderco dove non è stato possibile
agire diversamente» ha aggiunto l’assessore Sergio Dressi. Dal prossimo
13 gennaio infatti, 80 lavoratori della Servola srl potrebbero essere posti
in questa condizione su richiesta dell’azienda, per un anno. La prospettiva,
si è formalizzata nei giorni scorsi con la notifica da parte dell’azienda
alle Rsu e all’Assindustria.
La Servola srl sottolinea
che la situazione di crisi aziendale per cui è stata chiesta la
cassa integrazione straordinaria deriva sia dalla pesante congiuntura economica
sia «dall’incertezza determinata dallo studio di identificazione
di possibili ipotesi di sviluppo dell’area industriale di Servola redatto
dal ministero delle Attività produttive, che condiziona la produttività
dello stabilimento».
Il protocollo d’intesa redatto
dal ministero delle Attività produttive riconfermava la linea tracciata
in precedenza: chiusi a breve un altoforno e l’acciaieria, l’impianto andrebbe
definitivamente dismesso a fine 2009. Sul sito sorgerebbero una centrale
a turbogas e una piastra intermodale e logistica.
r.c.