Il Piccolo 28 dicembre
 
Verranno sollecitate garanzie dopo la cassa integrazione straordinaria
A gennaio nuova riunione sul futuro dell’impianto
 

Si riaprirà il 20 gennaio il tavolo di discussione con le varie sigle sindacali sul futuro della Ferriera di Servola e soprattutto dei lavoratori attualmente impiegati nello stabilimento. E per assicurarsi un’adeguata presenza degli emissari ministeriali, l’assessore regionale all’Industria, Sergio Dressi, ha inviato una missiva ai quattro dicasteri competenti.
La lettera spedita al ministero delle Attività produttive, a quello dei Trasporti, dell’Ambiente e del Welfare fa il punto della situazione e ricorda una serie di scadenze importanti per lo stabilimento siderurgico e per l’intera città. Sul piatto la dismissione dell’impianto, il recupero ambientale dell’area, la nuova centrale a turbogas e il distripark a servizio del Porto. «Non è che non mi fidi dei rappresentanti dei ministeri, ma si sa, Roma è lontana - ha spiegato Dressi - e ho preferito richiamare l’attenzione di tutte le parti in causa sul problema».
L’accordo di programma che, successivamente al protocollo d’intesa, dovrebbe stabilire nei dettagli cosa verrà realizzato dopo la dismissione della Ferriera e come verranno reimpiegati i lavoratori, è stato definito da Dressi un «obiettivo fondamentale per la città». L’incontro di gennaio servirà anche a richiamare l’attenzione sulle prossime importanti scadenze, prima fra tutte quella di fine febbraio, entro la quale l’Autorità portuale dovrà predisporre il progetto per la piattaforma logistica. Si tratta di un passo essenziale per poter usufruire dei fondi della legge Obiettivo che consentirebbero l’effettiva realizzazione dell’opera.
«Chiederò inoltre alla proprietà, ma anche ad altri soggetti interessati, di garantire l’occupazione agli operai dopo la cassa integrazione straordinaria. Non come è successo per la Siderco dove non è stato possibile agire diversamente» ha aggiunto l’assessore Sergio Dressi. Dal prossimo 13 gennaio infatti, 80 lavoratori della Servola srl potrebbero essere posti in questa condizione su richiesta dell’azienda, per un anno. La prospettiva, si è formalizzata nei giorni scorsi con la notifica da parte dell’azienda alle Rsu e all’Assindustria.
La Servola srl sottolinea che la situazione di crisi aziendale per cui è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria deriva sia dalla pesante congiuntura economica sia «dall’incertezza determinata dallo studio di identificazione di possibili ipotesi di sviluppo dell’area industriale di Servola redatto dal ministero delle Attività produttive, che condiziona la produttività dello stabilimento».
Il protocollo d’intesa redatto dal ministero delle Attività produttive riconfermava la linea tracciata in precedenza: chiusi a breve un altoforno e l’acciaieria, l’impianto andrebbe definitivamente dismesso a fine 2009. Sul sito sorgerebbero una centrale a turbogas e una piastra intermodale e logistica.
r.c.