Il Piccolo 28 marzo 2003

Da ieri l’impianto è sotto stretto controllo della magistratura, che ha imposto una lunga serie di prescrizioni tecniche obbligatorie
Sequestrata la Ferriera. Ma può continuare a lavorare
Accolto il ricorso del pm Federico Frezza. Evidenziate carenze nelle varie fasi della produzione
 

E’ stata sequestrata ma può continuare a lavorare, seppure con una lunga serie di prescrizioni tecniche finalizzate a diminuire l’impatto ambientale della cokeria e delle macchine caricatrici del carbone fossile. La Ferriera di Servola da ieri è sotto stretto controllo della magistratura, così come aveva stabilito nel luglio del 2002 la Corte di Cassazione. I supremi giudici avevano accolto il ricorso del pm Federico Frezza e avevano disposto il sequestro della cokeria. Il giudice Fabrizio Rigo è stato incaricato di eseguire il provvedimento e per farlo correttamente ha sentito una serie di periti, tecnici e consulenti.
Dal loro lavoro è uscita una lunga serie di prescrizioni che Mauro Bragagni, responsabile dell’impianto, dovrà far eseguire in tempi strettissimi. Va precisato che la cokeria non può essere spenta: in caso contrario i danni agli impianti sarebbero stati irreversibili e finanziariamente pesantissimi. «La perizia ha messo in luce alcune specifiche carenze dell’attuale impianto» scrive il giudice Fabrizo Rigo nell’ordinanza notificata ieri alla società proprietaria. «Va segnalato che dalle relazioni tecniche emerge l’assoluta inadeguatezza del coordinamento tra l’operazione di caricamento del carbon fossile con quella di spianatura nelle celle di distillazione. Andrà dunque prestata particolare cura al sincronismo tra le due operazioni. L’esame dei forni di distillazione ha evidenziato dei problemi di combustione nelle celle della batteria B. La temperatura di cottura oscilla e incide indirettamente anche sulle emissioni,incrementando la fuoriuscita di fumi».
«Allo stesso modo si dovrà intervenire specificatamente sul sistema di estrazione dei sottoprodotti di distillazione, sostituendo, qualora non sia già stato fatto, la valvola a farfalla delle colonne di sviluppo. Infine pur se la caricatrice vecchia viene utilizzata in un minore numero di casi, si tratta, come evidenziato dai periti, di una macchina che non può conseguire standar di operatività tali da poterla definire macchina ecologica. Ne consegue che l’uso di questa macchina deve essere limitato il più possibile, prescrivendo il suo utilizzo solo per momentanee sostituzioni della caricatrice nuova in caso di guasto o di operazioni di manutenzione. Andrà prescritto al direttore dello stabilimento di indicare di volta in volta le ragioni e la durata dell’uso delle caricatrice vecchia». Ma non basta. Le perizie hanno evidenziato carenze nella fase di sfornamento del coke e nell’impianto di aspirazione. «Si impone a tale riguardo di ripristinare la perfetta tenuta degli elementi di raccordo, cappa-canale, nonché dei portelloni di ispezione che presentano evidenti fessurazioni che consentono la fuoriuscita di fumi e polveri. Il giudice Fabrizio Rigo ieri ha anche nominato i tecnici che dovranno verificare l’esatto adempimento delle prescrizione. Sono i professori Marco Boscolo e Elio Padoano «Potranno relazionare direttamente a questo organo giudiziario sui risultati delle ispezioni».
c.e.