Da ieri l’impianto è sotto stretto
controllo della magistratura, che ha imposto una lunga serie di prescrizioni
tecniche obbligatorie
Sequestrata la Ferriera.
Ma può continuare a lavorare
Accolto il ricorso del pm Federico Frezza.
Evidenziate carenze nelle varie fasi della produzione
E’ stata sequestrata ma può
continuare a lavorare, seppure con una lunga serie di prescrizioni tecniche
finalizzate a diminuire l’impatto ambientale della cokeria e delle macchine
caricatrici del carbone fossile. La Ferriera di Servola da ieri è
sotto stretto controllo della magistratura, così come aveva stabilito
nel luglio del 2002 la Corte di Cassazione. I supremi giudici avevano accolto
il ricorso del pm Federico Frezza e avevano disposto il sequestro della
cokeria. Il giudice Fabrizio Rigo è stato incaricato di eseguire
il provvedimento e per farlo correttamente ha sentito una serie di periti,
tecnici e consulenti.
Dal loro lavoro è
uscita una lunga serie di prescrizioni che Mauro Bragagni, responsabile
dell’impianto, dovrà far eseguire in tempi strettissimi. Va precisato
che la cokeria non può essere spenta: in caso contrario i danni
agli impianti sarebbero stati irreversibili e finanziariamente pesantissimi.
«La perizia ha messo in luce alcune specifiche carenze dell’attuale
impianto» scrive il giudice Fabrizo Rigo nell’ordinanza notificata
ieri alla società proprietaria. «Va segnalato che dalle relazioni
tecniche emerge l’assoluta inadeguatezza del coordinamento tra l’operazione
di caricamento del carbon fossile con quella di spianatura nelle celle
di distillazione. Andrà dunque prestata particolare cura al sincronismo
tra le due operazioni. L’esame dei forni di distillazione ha evidenziato
dei problemi di combustione nelle celle della batteria B. La temperatura
di cottura oscilla e incide indirettamente anche sulle emissioni,incrementando
la fuoriuscita di fumi».
«Allo stesso modo
si dovrà intervenire specificatamente sul sistema di estrazione
dei sottoprodotti di distillazione, sostituendo, qualora non sia già
stato fatto, la valvola a farfalla delle colonne di sviluppo. Infine pur
se la caricatrice vecchia viene utilizzata in un minore numero di casi,
si tratta, come evidenziato dai periti, di una macchina che non può
conseguire standar di operatività tali da poterla definire macchina
ecologica. Ne consegue che l’uso di questa macchina deve essere limitato
il più possibile, prescrivendo il suo utilizzo solo per momentanee
sostituzioni della caricatrice nuova in caso di guasto o di operazioni
di manutenzione. Andrà prescritto al direttore dello stabilimento
di indicare di volta in volta le ragioni e la durata dell’uso delle caricatrice
vecchia». Ma non basta. Le perizie hanno evidenziato carenze nella
fase di sfornamento del coke e nell’impianto di aspirazione. «Si
impone a tale riguardo di ripristinare la perfetta tenuta degli elementi
di raccordo, cappa-canale, nonché dei portelloni di ispezione che
presentano evidenti fessurazioni che consentono la fuoriuscita di fumi
e polveri. Il giudice Fabrizio Rigo ieri ha anche nominato i tecnici che
dovranno verificare l’esatto adempimento delle prescrizione. Sono i professori
Marco Boscolo e Elio Padoano «Potranno relazionare direttamente a
questo organo giudiziario sui risultati delle ispezioni».
c.e.