Sulla vicenda pesa anche il più che probabile ricorso alla Corte costituzionale dei difensori dei quattro dirigenti della Lucchini
Ferriera, tempi lunghi per il "caso" cokeria
I tecnici consulenti del giudice Rigo suggeriscono una ristrutturazione dell’impianto
Il sequestro è stato deciso 50 giorni fa dai giudici della Corte di Cassazione ma non è mai stato eseguito. La cokeria della Ferriera di Servola è rimasta così per questo periodo nella totale disponibilità della società proprietaria.
Chi nei quartieri limitrofi all’impianto è costretto a vivere tra fumi e polveri che escono periodicamente dalla macchina caricatrice parla di situazione "anomala". Altri con più esperienza di diritto, parlano di un caso giuridico del tutto nuovo. Certo è che la consulenza tecnica dell’ingegner Everardo Gola non facilita la soluzione del caso. Il docente universitario di Chimica ambientale dell’Università di Padova ha inviato una relazione al giudice Fabrizio Rigo in cui "viene suggerita per la cokeria una marcia tecnica controllalta sulla base di precise prescrizioni di conduzione". A questa prescrizione ne viene aggiunta una seconda: vanno completati gli interventi a suo tempo designati e ritenuti utili a minimizzare a livello basale, l’emissività complessiva della cokeria".
L’impianto non va dunque spento e "nemmeno mantenuto in riscaldo conservativo a vuoto, senza pregiudicare in modo irreparabile o comunque grave, l’integrità della massa refrattaria silicea che costituisce una parte rilevante della cokeria ed è quella di maggior pregio e importanza".
Ma non basta. Sulla vicenda pesa anche il più che probabile ricorso alla Corte Costituzionale dei difensori dei quattro dirigenti del gruppo Lucchini. Al centro di questa iniziativa l’articolo 639 del Codice penale che punisce chi deturpa o imbratta cose altrui.
L’avvocato Giovanni Borgna, difensore col professor Giusoppe Frigo di Mauro Bragagni, Giuseppe Lucchini, Michele Bajetti e Pietro Nardi, ritiene che l’articolo 639 del Codice penale sia del tutto indeterminato. Punisce il lancio di una buccia di banana sul terrazzino altrui, così come i fumi e polveri che escono dalla cokeria della Ferriera e finiscono sulle case di Servola, Valmaura, Chiarbola.
Un articolo "omnibus" tanto generico, quanto onnicomprensivo. Da qui una grande omogeinizzazzione di situazioni molti dissimili. Ne consegue una violazione dell’articolo 3 della Costituzione e una compressione del diritto di difesa.
Se il giudice Fabrizo Rigo dovesse ritenere "non infondate" queste tesi e questi dubbi, attiverà la Corte Costituzionale e il procedimento penale che ritornerà in aula all’inizio di ottobre verrà congelato in attesa di un pronunciamento.
I tempi per una soluzione giudiziaria del caso cokeria, si preannunciano dunque piuttosto lunghi. I tecnici consulenti del giudice Rigo, suggeriscono una ristrutturazione dell’impianto mantenendolo in funzione. E il ricorso alla Corte costituzionale congela il procedimento cui sono sottoposti i vertici della società proprietaria.
Secondo quanto ha più volte scritto la Procura sulla base di consulenze e perizie, "la cokeria è una delle fonti che provocano la fuoriuscita di polveri. L’impianto risente di difetti di progettazione ineliminabili se non mediante rifacimento dell’intero impianto di caricamento. Ogni volta che la macchina caricatrice immette carbone nei forni, da questi esce una cospicua fumata, densa di polvere di carbone. I fumi sono composti da polveri di carbone che assorbono e convogliano, anche lontano, sostanze volatili come ammoniaca, ossido di carbonio, idrogeno solforato, benzolo, naftalina, idrocarburi aromatici policiclici, notoriamente cangerogeni".
Va anche detto che la Procura e il gruppo Lucchini avevano stilato un accordo che prevedeva il rifacimento totale della macchina caricatrice della cokeria. E’ stato rispettato questo accordo, o le varie iniziative politico-istituzionali ne hanno ritardato l’applicazione?
Claudio Ernè