Il Piccolo 5 settembre

Ferriera: le preoccupazioni dei sindacati

"Cokeria di Servola,
una marcia controllata
è la soluzione migliore"

 

Un appello al giudice Fabrizio Rigo, perché sulla base delle perizie decida per una "marcia tecnica controllata" della cokeria. L’impianto infatti non si potrebbe spegnere né rallentare pena un danno irreparabile. E accanto all’appello la preoccupazione, perché "fino a oggi la Servola non ha mai rispettato gli impegni assunti, concordati o imposti".

In una nota il segretario provinciale della Fim-Cisl Livio Ceppi delinea gli scenari possibili per un futuro "pieno di preoccupazioni". Ceppi si riferisce anche al "mondo politico che ha gestito l’attuale tornata: sarebbe sconveniente se si dovesse ancora parlare di fumi alle prossime elezioni per il sindaco, con a fianco l’impatto ambientale di una megacentrale elettrica e un saldo occupazionale negativo, perché potrebbe nascere un terzo polo con tante nuove sorprese per accorgersi alla fine che la gente ha perso definitivamente la fiducia nella politica".

La "marcia tecnica" della cokeria, scrive Ceppi, "permetterebbe di sviluppare quel percorso di dismissione" dello stabilimento "così come ipotizzato senza ripercussioni immediate e traumatiche sull’occupazione". Ma gli avvocati della proprietà "avrebbero ancora a disposizione la carta per un ricorso alla Corte costituzionale, cosa che congelerebbe ancora una volta il procedimento" in corso in Tribunale.

Un simile atteggiamento "sarebbe disastroso: continuare a calpestare la questione ambientale, pur nel rispetto formale dei parametri previsti dal ministro, significherebbe rompere del tutto non solo con i servolani ma anche con la città". "Sarebbe oltremodo preoccupante pensare che questa proprietà sia comunque al centro dello sviluppo di quell’area con altre iniziative, quando oltretutto ci stavamo già abituando a immaginare una Trieste simile a Montecarlo". Inoltre, secondo Ceppi, "è stata la stessa proprietà e non altri a decidere la dismissione della Ferriera sulla base di allettanti presupposti supportati da investimenti pubblici offerti dai politici, per nuove opportunità che garantirebbero alla Lucchini prospettive sicuramente migliori di quello che oggi offre la produzione dell’acciaio e della ghisa in un mercato globalizzato".

A caldeggiare l’ipotesi della marcia controllata della cokeria è anche la segreteria Snalm-Confsal, secondo cui la decisione "troverebbe probabilmente consensi tra gli abitanti di Servola fino alla definitiva dismissione degli impianti". Lo Snalm ricorda come il piano di riconversione redatto dal ministero delle Attività produttive non preveda una chiusura anticipata della cokeria: in caso contrario andrebbero perduti, sostiene il sindacato, 200 posti di lavoro, fatto questo "certamente inaccettabile". Lo Snalm ricorda come proprio oggi a Roma i vertici dell’Ilva di Taranto, i sindacati e il sindaco della città chiederanno a Roma i finanziamenti per la ristrutturazione della cokeria di quello stabilimento.