MARTEDÌ, 25 FEBBRAIO 2003 

Piombino - Elba

Lucchini. Per il Prc la concertazione è finita
 
Che razza di confronto intendono riaprire i Ds con Lucchini? L’azienda va male perché ha applicato la ricetta recessiva dei padroni globali: competitività a scapito della qualità del prodotto, dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Per questo la Cgil ha scioperato il 21. In questa prospettiva di intreccio con il movimento degli scioperi è indetto il referendum per estendere l’articolo 18. Non è tempo di rimpiangere la concertazione (che governo e Confindustria hanno archiviato). È tempo di sostenere le lotte operaie, di costruire un faticoso ma credibile orizzonte politico locale, nazionale e internazionale. Mentre l’acciaieria di Servola (Trieste), di proprietà Lucchini, si avvia a chiudere nei prossimi anni e nel peggior modo possibile, Rifondazione comunista, all’interno del forum Ferriera, collabora in loco con Fiom, Fim, Uilm, associazioni ambientaliste e comitati di cittadini per contrastare l’irresponsabile disegno lucchiniano di dismissione. In questi giorni a Terni il coordinamento nazionale siderurgici del Prc rilancerà la riflessione e l’iniziativa. Il parlamentare europeo del Prc Luigi Vinci sta mettendo in piedi un’audizione a Bruxelles sul futuro della siderurgia, coinvolgendo anche Piombino. L’orizzonte non può essere localistico e concertativo. Al contrario, è tempo di pensare a vertenze europee, come insegna il forum sociale continentale di novembre 2002 nel momento in cui l’unione europea si allarga, bisogna collegarsi con i lavoratori che Lucchini sfrutta in Italia come in Polonia. Gli obiettivi? Una politica industriale dell’acciaio che preveda investimenti aziendali programmati con intervento pubblico di tipo decisionale, vincolati alla produzione di qualità e al risanamento ambientale. Obbiettivo che non si conquistano con la concretizzazione ma con l’affermazione dei diritti del lavoro e dei diritti nel lavoro, attraverso il conflitto e gli scioperi. E da ultimo ma non per ultimo, a Piombino si tratta di chiedere conto a Lucchini anche del boicottaggio che continua a esercitare contro il prolungamento della strada 298 fino al porto e il progetto di Città Futura.

Rino Checcoli (responsabile lavoro Prc)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

MARTEDÌ, 25 FEBBRAIO 2003

 
Pagina 2 - Piombino - Elba
 
INTERVISTA A ROCCO GARUFO
 
  I Ds più uniti «Lavoriamo per l’Ulivo»
 
 
 
Rifondazione ha avuto un atteggiamento di chiusura All’Elba la Quercia è in difficoltà
 
ANDREA LAZZERI
 

 PIOMBINO. Il segretario dei ds, Rocco Garufo, sorride - cosa rara - e mostra di sentirsi più sicuro sulla poltrona di responsabile di un partito il cui congresso sembrava non voler finire mai: «C’è una squadra compatta, senza «senatori», ma con sindaci, rappresentanti provinciali, regionali e nazionali, con una generale adesione alle linee del documento programmatico». La conferenza programmatica Ds tenutasi al Phalesia ha compattato i ranghi la Quercia: «È stata anche l’occasione per una discussione propositiva con la minoranza del partito che ha arricchito il documento, come nel caso delle proposte di Montomoli sul porto e di altri compagni ancora».
 Partito unito ma con una zona di «emergenza» che tutti - sia Benesperi che Mussi - hanno indicato nell’Elba. Sull’isola tira una brutta aria per i ds.
 «Sarebbe stato importante che i compagni elbani avessero già fatto una loro conferenza programmatica per permettere un affinare le posizioni sulle molte questioni in comune con la Val di Cornia: acqua, rifiuti, trasporti, programmazione turistica, sanità...».
 Un modo elegante per dire che gli elbani sono in ritardo...
 «Su quei temi avremmo potuto impostare in modo migliore il nostro lavoro. Adesso dovremo fare il percorso inverso».
 La Margherita ha brillato per assenza: neppure un rappresentante in sala. Una scelta politica. Lei come la giudica?
  «Sì, è stata una scelta politica. Hanno espresso un timore fondato, che cioè il nostro documento contenesse un tentativo egemonico, venisse proposto come programma della maggioranza. Non è così. Il nostro era un appuntamento a livello locale della conferenza programmatica nazionale. Sono convinto che il documento servirà a darci maggiore coesione per costruire insieme il programma dell’Ulivo. Per noi resta prioritario il lavoro per rafforzare l’Ulivo».
 I Ds puntano sullo sviluppo della piccola e media impresa, ma resta comunque strategica la presenza della grande industria. Proprio le difficoltà della Lucchini destano allarme: mai si sono sentite parole così esplicite di preoccupazione, quasi aleggiasse lo spettro della Fiat anche sulla Val di Cornia. È così?
 «C’è una preoccupazione, gli articoli comparsi sull’Espresso gettano ombre sul futuro industriale. Nel 1996 ci fu una contrattazione su sviluppo energetico e risanamento ambientale. Oggi il terreno di incontro manca. Da parte dell’azienda ci vorrebbe un dialogo più chiaro con le istituzioni e le forze politiche».
 A proposito di forze politiche: l’alleanza con Rifondazione comunista sembra essere sempre sotto la linea di orizzonte.
 «Al Phalesia abbiamo sentito dal rappresentante di Rifondazione parole di chiusura. Resto convinto che l’Ulivo debba continuare a cercare il dialogo tanto più che su città futura c’è un terreno concreto, ma è necessario che anche da parte loro si facciano delle aperture».