Piombino - Elba
Lucchini. Per il Prc la concertazione
è finita
Che razza di confronto intendono
riaprire i Ds con Lucchini? L’azienda va male perché ha applicato
la ricetta recessiva dei padroni globali: competitività a scapito
della qualità del prodotto, dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori.
Per questo la Cgil ha scioperato il 21. In questa prospettiva di intreccio
con il movimento degli scioperi è indetto il referendum per estendere
l’articolo 18. Non è tempo di rimpiangere la concertazione (che
governo e Confindustria hanno archiviato). È tempo di sostenere
le lotte operaie, di costruire un faticoso ma credibile orizzonte politico
locale, nazionale e internazionale. Mentre l’acciaieria di Servola (Trieste),
di proprietà Lucchini, si avvia a chiudere nei prossimi anni e nel
peggior modo possibile, Rifondazione comunista, all’interno del forum Ferriera,
collabora in loco con Fiom, Fim, Uilm, associazioni ambientaliste e comitati
di cittadini per contrastare l’irresponsabile disegno lucchiniano di dismissione.
In questi giorni a Terni il coordinamento nazionale siderurgici del Prc
rilancerà la riflessione e l’iniziativa. Il parlamentare europeo
del Prc Luigi Vinci sta mettendo in piedi un’audizione a Bruxelles sul
futuro della siderurgia, coinvolgendo anche Piombino. L’orizzonte non può
essere localistico e concertativo. Al contrario, è tempo di pensare
a vertenze europee, come insegna il forum sociale continentale di novembre
2002 nel momento in cui l’unione europea si allarga, bisogna collegarsi
con i lavoratori che Lucchini sfrutta in Italia come in Polonia. Gli obiettivi?
Una politica industriale dell’acciaio che preveda investimenti aziendali
programmati con intervento pubblico di tipo decisionale, vincolati alla
produzione di qualità e al risanamento ambientale. Obbiettivo che
non si conquistano con la concretizzazione ma con l’affermazione dei diritti
del lavoro e dei diritti nel lavoro, attraverso il conflitto e gli scioperi.
E da ultimo ma non per ultimo, a Piombino si tratta di chiedere conto a
Lucchini anche del boicottaggio che continua a esercitare contro il prolungamento
della strada 298 fino al porto e il progetto di Città Futura.
Rino Checcoli (responsabile
lavoro Prc)
MARTEDÌ, 25 FEBBRAIO 2003
Pagina 2 - Piombino - Elba
INTERVISTA A ROCCO GARUFO
I Ds più uniti
«Lavoriamo per l’Ulivo»
Rifondazione ha avuto un
atteggiamento di chiusura All’Elba la Quercia è in difficoltà
ANDREA LAZZERI
PIOMBINO. Il segretario
dei ds, Rocco Garufo, sorride - cosa rara - e mostra di sentirsi più
sicuro sulla poltrona di responsabile di un partito il cui congresso sembrava
non voler finire mai: «C’è una squadra compatta, senza «senatori»,
ma con sindaci, rappresentanti provinciali, regionali e nazionali, con
una generale adesione alle linee del documento programmatico». La
conferenza programmatica Ds tenutasi al Phalesia ha compattato i ranghi
la Quercia: «È stata anche l’occasione per una discussione
propositiva con la minoranza del partito che ha arricchito il documento,
come nel caso delle proposte di Montomoli sul porto e di altri compagni
ancora».
Partito unito ma con
una zona di «emergenza» che tutti - sia Benesperi che Mussi
- hanno indicato nell’Elba. Sull’isola tira una brutta aria per i ds.
«Sarebbe stato
importante che i compagni elbani avessero già fatto una loro conferenza
programmatica per permettere un affinare le posizioni sulle molte questioni
in comune con la Val di Cornia: acqua, rifiuti, trasporti, programmazione
turistica, sanità...».
Un modo elegante per
dire che gli elbani sono in ritardo...
«Su quei temi
avremmo potuto impostare in modo migliore il nostro lavoro. Adesso dovremo
fare il percorso inverso».
La Margherita ha brillato
per assenza: neppure un rappresentante in sala. Una scelta politica. Lei
come la giudica?
«Sì,
è stata una scelta politica. Hanno espresso un timore fondato, che
cioè il nostro documento contenesse un tentativo egemonico, venisse
proposto come programma della maggioranza. Non è così. Il
nostro era un appuntamento a livello locale della conferenza programmatica
nazionale. Sono convinto che il documento servirà a darci maggiore
coesione per costruire insieme il programma dell’Ulivo. Per noi resta prioritario
il lavoro per rafforzare l’Ulivo».
I Ds puntano sullo
sviluppo della piccola e media impresa, ma resta comunque strategica la
presenza della grande industria. Proprio le difficoltà della Lucchini
destano allarme: mai si sono sentite parole così esplicite di preoccupazione,
quasi aleggiasse lo spettro della Fiat anche sulla Val di Cornia. È
così?
«C’è
una preoccupazione, gli articoli comparsi sull’Espresso gettano ombre sul
futuro industriale. Nel 1996 ci fu una contrattazione su sviluppo energetico
e risanamento ambientale. Oggi il terreno di incontro manca. Da parte dell’azienda
ci vorrebbe un dialogo più chiaro con le istituzioni e le forze
politiche».
A proposito di forze
politiche: l’alleanza con Rifondazione comunista sembra essere sempre sotto
la linea di orizzonte.
«Al Phalesia
abbiamo sentito dal rappresentante di Rifondazione parole di chiusura.
Resto convinto che l’Ulivo debba continuare a cercare il dialogo tanto
più che su città futura c’è un terreno concreto, ma
è necessario che anche da parte loro si facciano delle aperture».