da IL PICCOLO  30-04-06, pag. 30, Trieste

La chiusura della Ferriera

Guardandoci bene dall’entrare nel merito della sfida elettorale, non possiamo esimerci dal fare alcune riflessioni sulle affermazioni del presidente Scoccimarro relative alla facilità di ricollocazione dei lavoratori della Ferriera, laddove questa dovesse essere chiusa. I dati in nostro possesso e la realtà che da 2 anni affrontiamo ci inducono ad essere molto più pessimisti: nel 2005 le pratiche di mobilità istruite dallo sportello del lavoro sono state circa 800 mentre permangono le difficoltà per trovare un’occupazione stabile per i lavoratori over 40 espulsi dalla Meloni, da Modiano, da Atem ex Smolars, dall’Utat, dalla Veneziani ecc., ai quali dovrebbero aggiungersi a breve i lavoratori dell’Olcese. Se Scoccimarro ritiene così semplice ricollocare i lavoratori della Ferriera perché una cinquantina di lavoratori della Meloni, pur in possesso di professionalità interessanti per quanto riguarda il settore navalmeccanico, sono ancora senza lavoro? Il tema dei lavoratori extracomunitari operanti nella cantieristica è stato sollevato pubblicamente ed in varie occasioni da questo comitato, che ha chiesto come mai non si facessero dei corsi per i giovani onde far loro acquisire professionalità specialistiche che consentissero il loro ingresso nel mercato del lavoro. D’altro canto va osservato che i lavoratori extracomunitari operanti nel settore navalmeccanico sono dipendenti di ditte d’appalto che stipulano contratti di lavoro annui. Non crediamo che gli operai della Ferriera sarebbero contenti di rinunciare ad un sia pur gravoso lavoro a tempo indeterminato per essere assunti per un anno nelle ditte d’appalto, senza alcuna garanzia per il futuro. Da parte nostra, come abbiamo correttamente riconosciuto alcuni miglioramenti avvenuti negli ultimi tempi nell’organizzazione dello sportello del lavoro, non possiamo però accettare che a dei lavoratori, che già operano con la spada di Damocle della chiusura sopra la testa, vengano vendute delle illusioni in periodo elettorale.
Giorgio Vesnaver Coordinamento lavoratori aziende in crisi