E’ possibile che la Ferriera continui a produrre riducendo l’inquinamento?
L’azienda dopo mesi di impegni ( ricordate la rassicurante corrispondenza con l’amministrazione Illy ? ) si contraddice quando afferma che per ridurre gli imbrattamenti e l’azione inquinante sarebbe necessario un impiego massiccio di risorse finanziarie. Servono troppi soldi e allora è meglio denunciare il Comune di Trieste perché le case sono state costruite troppo vicine allo stabilimento, dimenticando che le case c’erano già quando la Lucchini ha rilevato l’impianto siderurgico.
La Lucchini intende affrontare le spese necessarie o vuole continuare a sfruttare l’impianto mantenendo le attuali insopportabili ricadute ambientali?
I finanziamenti possibili !
Sono stati stanziati alcuni miliardi per la bonifica ambientale che
il ministro per l’ambiente del precedente governo ha garantito nel gennaio
2001 ad un incontro con gli industriali e che poi, alcuni mesi dopo casualmente
il giorno precedente alle elezioni , ha promesso a tutta la cittadinanza
attraverso la stampa locale.
Dove sono finiti quei soldi ?
Il settore siderurgico e le politiche di salvaguardia dell’ambiente
offrono diverse possibilità di ottenere finanziamenti a livello
nazionale ed europeo. Non crediamo utile che ulteriori risorse vengano
spese all’insaputa della cittadinanza e dei lavoratori. Vanno indicate
le priorità e i criteri di spesa.
Conoscendo le variazioni cicliche del mercato dell’acciaio ( vedi denuncia
della FIM-Cisl sulla prossima cassa integrazione alla Ferriera) siamo convinti
che i posti di lavoro della Ferriera di Trieste sono già oggi in
discussione e in pericolo. Eventuali finanziamenti e investimenti devono
servire a garantire i livelli occupazionali e il reddito dei lavoratori
anche nel caso che si verifichino chiusure temporanee o definitive dello
stabilimento.
Gli investimenti e i finanziamenti per la riduzione dell’inquinamento
ambientale devono essere verificabili ( quindi monitoraggi e indagini sanitarie
accurate) e inseriti in un piano credibile generale per evitare di spendere
dei soldi senza che si vedano risultati, altrimenti queste risorse
vanno accantonate per la bonifica dei siti.
Non era la centrale di cogenerazione a dover abbattere i livelli
d’inquinamento con il recupero dei gas refusi per la produzione di
energia pagata profumatamente dall’ENEL ?
Nell’accordo del ’95 non si indicava la centrale di cogenerazione
e l’uso delle banchine come i rimedi più idonei per i periodi di
stagnazione ciclica del mercato dell’acciaio ?
Hanno avuto il tempo di costruire e affiancare una fabbrica ( la
Sertubi ) alla produzione della Ferriera e a detta degli abitanti e dei
lavoratori la situazione inquinamento, fumi e imbrattamenti è peggiorata
(vedi le inchieste prodotte dal nostro partito) !
La sicurezza dei lavoratori all’interno dello stabilimento!
C’è un problema generale di prevenzione e di salute. I lavoratori
sono i primi e i più esposti agli agenti inquinanti (l’inchiesta
sull’ultima morte di un lavoratore senegalese di 25 anni è ancora
aperta per individuarne le cause) e ogni miglioramento all’interno dello
stabilimento significa un miglioramento all’esterno.
Vanno potenziati da subito gli interventi di Medicina del Lavoro e
vanno finanziati interventi straordinari. Non è fuori luogo richiedere
alla direzione aziendale di aumentare da subito come atto di buona volontà
( visto il succedersi degli infortuni mortali e no) il monte ore a disposizione
dei delegati alla sicurezza e dei delegati R.S.U. per metterli in condizione
di agire quella prevenzione e informazione necessaria a ricostruire una
cultura della sicurezza sul lavoro.
Parte importante del discorso sulla sicurezza è rappresentata
dal problema dei carichi di lavoro e degli straordinari. Chiediamo di rendere
pubblici i dati sugli straordinari e sulla reale entità delle retribuzioni,
convinti che su questi argomenti dovranno esserci miglioramenti consistenti.
Particolare attenzione va posta al settore dei lavoratori “migranti”
e delle imprese e ditte in appalto che per effetto delle ultime pesanti
ristrutturazioni completano la forza lavoro occupata. Non possiamo tollerare
diversità di trattamento nei confronti dei lavoratori ritenuti più
deboli e più ricattabili quali gli esterni, i migranti e i nuovi
assunti.
La Ferriera non deve rimanere un frutto da spremere finche
conviene e poi abbandonare magari con qualche sostanzioso buono uscita.
L’azione congiunta di lavoratori e cittadini deve sottoporre a verifica
critica il progetto della Lucchini ed il suo effettivo realizzo indicando
le condizioni che pongano fine alle morti, all’inquinamento e allo sfruttamento.
Dopo le manifestazioni del 1995 per la difesa dell’occupazione alla
Ferriera le organizzazioni sociali e politiche hanno proceduto in ordine
sparso non senza polemiche e contraddizioni, agevolando in questo modo
l’operato della nuova proprietà. Proponiamo una onesta e pubblica
verifica delle iniziative messe in campo e dei risultati ottenuti. Ci riferiamo
al contratto integrativo per i lavoratori, alla presentazione di liste
civiche per ottenere miglioramenti della vita nelle periferie, ai diversi
appelli all’intervento della magistratura.
Noi aumentiamo da subito il nostro impegno e siamo disponibili a un
confronto a tutto campo anche su ipotesi non presenti in questo nostro
documento.
Invitiamo i lavoratori, i cittadini, le forze politiche e sindacali,
le associazioni ambientaliste, i comitati ed altri soggetti sociali a costruire
un luogo di discussione e di confronto.
Proponiamo la costituzione di un “ Ferriera Social Forum “ convinti
che da questa discussione comune possa prendere vita una netta definizione
degli obbiettivi ed una azione più incisiva.
Comitato politico della Federazione di Trieste
del Partito della Rifondazione Comunista
TS 16 gennaio 2002