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Sicurezza
in Ferriera, protocollo coi sindacati per azzerare
gli infortuni
Un protocollo sulla sicurezza
in Ferriera tra sindacati,
azienda sanitaria, Lucchini, Inail, che supera la legge 626 e che cerca
di
analizzare non solo gli infortuni avvenuti, quelli che solo per
miracolo non
sono accaduti e soprattutto crea una griglia strettissima di controllo
e
responsabilità, che inizia dai lavoratori, per evitare che
succedano. Anche se
l’ultimo incidente sul lavoro (un operaio ustionato) risale a non
più tardi di
una settimana fa, in Ferriera è da qualche tempo che gli
infortuni sono calati
ma il sindacato non si accontenta.
Lo hanno spiegato ieri Cgil, Cisl, Uil e Ugl
assieme alle Rsu della Ferriera in un incontro in cui sono stati
illustrati i
contenuti del protocollo. «Da dieci anni a questa parte è
il primo accordo che
il sindacato firma con l’azienda e che non parla di
cassintegrazione» ha detto
il segretario della Fiom Cgil, Antonio Saulle.
A Wally Trinca, della segreteria
Ugl, il compito di andare nel dettaglio dell’accordo. «Importante
è lo spirito
– ha detto – che è quello della prevenzione. Non solo si punta
ad andare a
valle della ricerca degli infortuni, ma si cerca di stabilire i veri
referenti
e i responsabili della sicurezza. Sono i lavoratori i primi a segnalare
situazioni di potenziale pericolo, impianti che non funzionano e che
potrebbero
portare a un infortunio. Finora i rilievi correvano il rischio di non
trovare
soluzioni, ora ci sono procedure chiare, moduli e pre-stampati per
formalizzare
la trasmissione delle infornazioni». Nodale la questione
dell’analisi degli
infortuni: «Al punto 9 del protocollo – ha concluso la Trinca –
non solo si
parla di analisi dei fatti avvenuti, ma anche di quegli incidenti che
potevano succedere.
E si parla pure di formazione che dovrà andare incontro anche ai
lavoratori
stranieri (in fabbrica sono solo il 4%) con corsi nella loro
lingua»
«Con
questo protocollo abbiamo risposto a una dei 4 questiti che la Regione
aveva
posto alla Severstal-Lucchini come pre-condizione per la prosecuzione
delle
attività dopo il 2009» ha spiegato il segretario della
Cgil, Franco Belci che
ha fatto gli onori di casa (oltre alla sicurezza del lavoro c’è
quella
ambientale per Servola, l’occupazione e gli investimenti) e ha aggiunto
anche
che si tratta di «un passo importante perchè è uno
strumento paritetico
politico». Ma soprattutto, secondo Lucino Bordin della Cisl,
«dà la sicurezza e
prospettiva agli operai» tamponando la «fuga delle
maestranze che vede gli
organici aziendali sotto i livelli minimi». g. g.
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