da IL PICCOLO  3-05-06,  Trieste

Sicurezza in Ferriera, protocollo coi sindacati per azzerare gli infortuni

 
Un protocollo sulla sicurezza in Ferriera tra sindacati, azienda sanitaria, Lucchini, Inail, che supera la legge 626 e che cerca di analizzare non solo gli infortuni avvenuti, quelli che solo per miracolo non sono accaduti e soprattutto crea una griglia strettissima di controllo e responsabilità, che inizia dai lavoratori, per evitare che succedano. Anche se l’ultimo incidente sul lavoro (un operaio ustionato) risale a non più tardi di una settimana fa, in Ferriera è da qualche tempo che gli infortuni sono calati ma il sindacato non si accontenta.
Lo hanno spiegato ieri Cgil, Cisl, Uil e Ugl assieme alle Rsu della Ferriera in un incontro in cui sono stati illustrati i contenuti del protocollo. «Da dieci anni a questa parte è il primo accordo che il sindacato firma con l’azienda e che non parla di cassintegrazione» ha detto il segretario della Fiom Cgil, Antonio Saulle.
A Wally Trinca, della segreteria Ugl, il compito di andare nel dettaglio dell’accordo. «Importante è lo spirito – ha detto – che è quello della prevenzione. Non solo si punta ad andare a valle della ricerca degli infortuni, ma si cerca di stabilire i veri referenti e i responsabili della sicurezza. Sono i lavoratori i primi a segnalare situazioni di potenziale pericolo, impianti che non funzionano e che potrebbero portare a un infortunio. Finora i rilievi correvano il rischio di non trovare soluzioni, ora ci sono procedure chiare, moduli e pre-stampati per formalizzare la trasmissione delle infornazioni». Nodale la questione dell’analisi degli infortuni: «Al punto 9 del protocollo – ha concluso la Trinca – non solo si parla di analisi dei fatti avvenuti, ma anche di quegli incidenti che potevano succedere. E si parla pure di formazione che dovrà andare incontro anche ai lavoratori stranieri (in fabbrica sono solo il 4%) con corsi nella loro lingua»
 «Con questo protocollo abbiamo risposto a una dei 4 questiti che la Regione aveva posto alla Severstal-Lucchini come pre-condizione per la prosecuzione delle attività dopo il 2009» ha spiegato il segretario della Cgil, Franco Belci che ha fatto gli onori di casa (oltre alla sicurezza del lavoro c’è quella ambientale per Servola, l’occupazione e gli investimenti) e ha aggiunto anche che si tratta di «un passo importante perchè è uno strumento paritetico politico». Ma soprattutto, secondo Lucino Bordin della Cisl, «dà la sicurezza e prospettiva agli operai» tamponando la «fuga delle maestranze che vede gli organici aziendali sotto i livelli minimi». g. g.