La Ferriera imbratta ed inquina gravemente la città di Trieste
Va richiesto un impegno serio da parte dell’azienda sanitaria nella prevenzione e nella denuncia del fenomeno
Le emissioni della Ferriera vanno seriamente monitorate
Manca un impegno concreto della proprietà per l’abbassamento dell’inquinamento
Le condizioni di lavoro all’interno dello stabilimento risultano pericolose e nocive per la salute
C’è un impiego abnorme di rapporti di lavoro precari dall’interinale, alla formazione lavoro, all’impiego delle cooperative
Il piano di riconversione del Ministero Attività Produttive tutela esclusivamente gli interessi della proprietà
Per altri 10 anni gli abitanti dovranno subire l’inquinamento in forma uguale o maggiore ( dovuta alle concentrazioni delle lavorazioni ) di adesso
Non c’è un piano per la difesa dei posti di lavoro esistenti e dei livelli occupazionali.
Gli stanziamenti indicati nel piano del Ministero indicano sempre gli stessi soldi già stanziati dal precedente Governo che non erano finalizzati alla Ferriera
La proprietà che ha guadagnato e continuerà a farlo con lo sfruttamento dello stabilimento e con i “business” collegati (centrale di cogenerazione, banchine, area ex cantieri navali, sertubi) deve essere coinvolta nelle spese di risanamento e riconversione.
E’ interesse dei lavoratori e dei cittadini
che questo piano venga ritirato e che il tema venga affrontato seriamente
partendo dal problema della difesa del reddito dei lavoratori in una eventuale
riconversione, da vantaggi concreti per gli abitanti dei quartieri garantendo
la massima partecipazione e consultazione delle organizzazioni sociali
e una trasparenza nelle operazioni.