INCIDENTI LAVORO: MORTO NEL PORTO;GABRIELE,DUBBI SU DINAMICA

(ANSA) - NAPOLI, 15 MAG - L'assessore regionale al Lavoro,
Corrado Gabriele, esprime ''forti perplessita''' sull'incidente
mortale che ha coinvolto ieri mattina nel porto di Napoli, Luigi
Davide, operaio portuale dell'impresa Soteco-Conateco.
''Non credo - aggiunge - che sia stato investito da un tir.
La versione riportata anche dai giornali di oggi non rende
giustizia all'ennesima morte bianca e fanno bene i familiari a
chiedere la verita'. Credo invece fortemente che l'incidente sia
avvenuto all'interno dell'area movimentazione container e che il
cadavere di Luigi sia poi stato spostato fuori dal cantiere per
occultare le vere responsabilita' del decesso: le primissime
notizie raccolte dal sopralluogo che ho disposto me ne danno la
piena conferma. Sulla morte di Luigi Davide - l'operaio della
Soteco deceduto ieri nel porto di Napoli - bisogna quindi
indagare a fondo e individuare le vere responsabilita'''.
''Dagli elementi che abbiamo raccolto ieri, durante un
sopralluogo effettuato - secondo Gabriele - emerge chiaramente
che la versione fornita dai proprietari e dai manager
dell'impresa non e' veritiera. L'incidente infatti e'
probabilmente avvenuto nella zona di movimentazione container, e
non in quella di transito degli autotreni. Questa differenza e'
fondamentale per individuare le responsabilita'''.
''Se ci attenessimo alla versione ufficiale - sottolinea
l'assessore regionale - avremmo un concorso di colpa tra
l'autotrasportatore, la ditta per la mancanza di adeguata
segnaletica nella zona e la stessa vittima, che sarebbe dunque
passato a piedi in una zona in cui e' proibito il transito
pedonale: ed e' probabilmente questa la versione che si vuole
accreditare per scaricarsi di responsabilita' ben piu' gravi.
Invece, se come credo l'incidente mortale e' avvenuto in altra
zona di movimentazione container e macchinari, la colpa sarebbe
interamente della Soteco-Conateco per l'evasione delle piu'
elementari regole sulla sicurezza''.
''Attendiamo fiduciosi l'esito delle indagini della Procura
di Napoli che potra' chiarire l'accaduto. Ma resto inorridito -
conclude Gabriele - per il fatto che a Napoli vi possano essere
imprese che si accreditano quali competitors internazionali e
poi consentono l'evasione di regole fondamentali, producendo gli
episodi di incivilta' nel mondo del lavoro a cui assistiamo
quotidianamente''.
(ANSA).