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agenzia adnkronos comunicatoPRC Carrara CULMV sospende dissidenti (La Repubblica) comunicato su conferenza stampa
LAVORO: CGIL TOSCANA, NOSTRO
DELEGATO LICENZIATO PERCHÈ RELATORE CONVEGNO
LAVORO: CGIL TOSCANA, NOSTRO DELEGATO
LICENZIATO PERCHÈ RELATORE CONVEGNO SU SICUREZZA = Massa Carrara, 7 mar. -
(Adnkronos) - M.B., delegato sindacale Cgil dell'azienda 'Porto di Carrara Spà,
è stato licenziato perchè aveva partecipato come relatore a un convegno sulla
sicurezza nei porti, organizzato dalla Filt Cgil. A denunciare l'accaduto, in
una nota, è la stessa Cgil Toscana. In quel convegno, si legge nella nota, M.B
aveva svolto una relazione, frutto di una elaborazione collettiva all'interno
del sindacato, in cui si parlava, tra l'altro, di sicurezza nei porti toscani e
dunque anche in quello di Marina di Carrara (Ms). In seguito si è visto
recapitare una contestazione disciplinare alla quale si è opposto, assistito
dal sindacato, facendo presente che, in occasione del convegno, si era limitato
a leggere una relazione elaborata e scritta in accordo con tutte le istanze del
suo sindacato. Dieri la lettera di licenziamento, «intimazione di
licenziamento» si legge nell'oggetto, per giusta causa e con effetto immediato.
La giusta causa, per l'azienda, troverebbe la sua ragione nel fatto che «la sua
condotta, nell'occasione, è stata dunque consapevole e volontaria, e pertanto
di fatto, divulgandola pubblicamente, lei si è appropriato del contenuto di
tale relazione». «Una decisione incredibile e di una gravità assoluta» la
definisce la Cgil di Carrara, che ha intenzione di preparare una lettera aperta
che nei prossimi giorni sarà consegnata, tra gli altri, al sindaco di Carrara e
al presidente della Giunta Regionale. «L'atteggiamento della Porto di Carrara
Spa - afferma Mario Bartalucci, segretario regionale della Filt Cgil - è del
tutto incomprensibile». M.B., un anno fa è stato vittima di un incidente sul
lavoro a causa del quale ha perso l'uso di due dita della mano.
(Fas/Col/Adnkronos) 07-MAR-08 17:35 NNN
Comunicato
stampa P.R.C. :
Ma cosa accade al Porto di Marina di Carrara?
Un
operaio , delegato CGIL è stato licenziato.
Non
entriamo nel merito delle ragioni che
hanno indotto la Porto di Carrara Spa ad
adottare questo provvedimento; Saranno le organizzazioni sindacali a difendere
il loro iscritto.
Sappiamo
però che nel mondo del lavoro monta un clima persecutorio nei confronti di coloro che alzano la testa o denunciano
situazioni di disagio o di pericolo nei luoghi di lavoro, siamo perfettamente a
conoscenza di ritmi di lavoro assurdi (doppi turni, super turno,
straordinari a iosa e lavoro addirittura sotto pioggia).
Giudichiamo
questi atti di intimidazione
palesi tentativi di limitare la libertà e le garanzie Costituzionali del cittadino .
Coloro
che perseguono questo tipo di cultura sono stati sconfitti dalla storia del
movimento operaio.
La
lezione non l’hanno imparata.
Operai,
oggi tocca al delegato Bogazzi Andrea, domani potrà toccare ad altri (colpirne uno per educarne cento).
Il
mondo del lavoro è in subbuglio per gli incidenti mortali che colpiscono quotidianamente i lavoratori;
Stà
montando un clima intimidatorio da anni cinquanta quando si allontanavano
operai non graditi per la loro combattività o per le loro idee.
Il
messaggio politico che avanza da destra è
dal centro sinistra è condensato
nel provvedimento di licenziamento dell’operaio colpevole solo di aver
espresso giudizi critici .
Il Circolo PRC Marina di Carrara
Ps. Tra l’altro l’operaio in oggetto ha subito un
infortunio proprio al porto nel 2006 , con amputazione di una falange della
mano destra.
Carrara, 8 Marzo 2008
La
Culmv sospende i dissidenti
Stop di quaranta e venti giorni per due
portuali critici
di Nadia Campini da REPUBBLICA
LA Culmv ha sospeso dal lavoro,
rispettivamente per quaranta e venti giorni, due portuali che hanno partecipato
alla formazione del "Fronte del porto", un movimento critico con la
gestione delle banchine genovesi. Il documento che annuncia il provvedimento è
stato appeso in bacheca presso la sede della Compagnia e in poche ore la
notizia ha fatto il giro di tutti gli uffici e i moli.
Oggi ci sarà un incontro alla Camera del Lavoro, e già ieri si lavorava alla
preparazione della riunione. Tutto prende origine dal convegno che si tenuto la
settimana scorsa al centro sociale Zapata con uno slogan dal titolo evocativo:
«Un altro porto è possibile». Pesanti critiche erano piovute sulla gestione di
tutto il sistema portuale da parte degli aderenti al movimento, «qui tutto il
porto sta franando - aveva denunciato uno degli oratori - e alla fine sotto le
macerie ci resteremo noi portuali». E ancora: «I nostri padri, che facevano i
portuali, erano chiamati sceicchi: fare il portuale significava essere la crema
della società, significava guadagnare fior di soldi, oggi noi abbiamo le pezze
al sedere. Evidentemente chi ha guidato per decenni i portuali ha
responsabilità precise in tutto questo».
In quell´occasione il movimento aveva anche presentato una piattaforma di
richieste ben precise: il ritorno di tutte le banchine sotto il controllo
pubblico, da far gestire ad una società per il 51% sotto il controllo portuale
e la trasformazione delle ex compagnie portuali in servizi di interesse
generale alla stregua dei rimorchiatori e degli ormeggiatori, la costituzione
di un fronte di solidarietà per far fronte al mancato lavoro delle ex
compagnie, in modo da garantire un salario di mancato avviamento. «Lottiamo -
avevano detto in quell´occasione i portuali - per un porto che sia di tutti,
che crei ricchezza per tutta la comunità e non per i soliti noti».
Nel salone
dello Zapata erano piovute anche accuse pesanti nei confronti della gestione
attuale delle banchine genovesi, accompagnate però ad una forte rivendicazione
di orgoglio dell´essere portuali da generazioni e di voler difendere questo
lavoro. E il giorno successivo lo stesso Fronte del Porto aveva firmato una
nota di precisazione dal titolo «Non accettiamo strumentalizzazioni», che
diceva: «Per chi non ha capito o voluto capire, siamo lavoratori del porto di
Genova, dipendenti dei terminal privati, delle società di servizi e delle
compagnie portuali, pertanto non siamo camalli dissidenti o una frangia anti
Batini, siamo contro questo sistema porto e contro chi ha favorito e favorisce
questo scempio. Non siamo per lo scioglimento delle compagnie portuali in
Italia, da noi difese, siamo per un miglioramento del lavoro, dei diritti, del
salario di tutti i lavoratori e per una valorizzazione delle esperienze
autogestite».
Evidentemente il comunicato di chiarimento non è stato sufficiente, almeno per
i vertici della Culmv, che hanno fatto scattare i provvedimenti di sospensione,
basandosi sul fatto che i lavoratori della Culmv sono anche soci. Nel documento
appeso in bacheca si fa riferimento addirittura al fatto che le critiche
espresse rischierebbero di mettere in pericolo il rinnovo dei contratti. L´esposizione
dei fogli ha creato parecchio subbuglio in Compagnia, ma i vertici per il
momento non commentano, ieri il console Paride Batini è stato in riunione fino
a tarda sera. Nel frattempo il Fronte del porto nei giorni scorsi aveva preso
posizione anche sul Terzo valico, sempre in difesa del porto di Genova,
contestando la proposta dei presidenti di Liguria e Piemonte di finanziare il
tratto ad alta capacità Genova-Rotterdam utilizzando gli introiti
dell´extra-gettito del porto di Genova, soldi «che potrebbero essere investiti
per migliorare le condizioni del porto, le sue infrastrutture interne, la
viabilità, la sicurezza».
SIAMO e NON SIAMO
Per chi non ha capito o
voluto capire. Siamo lavoratori del porto di Genova, dipendenti dei terminal
privati, delle società di servizi e delle compagnie portuali, pertanto:
NON SIAMO "camalli
dissidenti" o "una frangia anti Battini". SIAMO contro questo sistema
porto e contro chi ha favorito e favorisce questo scempio.
NON
SIAMO per lo scioglimento delle
compagnie portuali in Italia, da noi difese. SIAMO per un miglioramento del
lavoro, dei diritti, del salario. di tutti i lavoratori e per una
valorizzazione delle esperienze autogestite.
NON
SIAMO per riportare l'orologio
del porto indietro di 30 anni. SIAMO per una gestione diversa
della cosa pubblica, i porti Italiani.
NON SIAMO un sindacato o un partito politico. SIAMO un movimento di
lavoratori che milita nei sindacati e/o partiti politici che vuole.
E' semplice, per
alcuni, metterci un vestito che non è nostro, per scappare da un confronto
sulle idee e proposte per una portualità diversa. Vogliamo che vi
confrontiate con le proposte che abbiamo espresso, civilmente e
democraticamente.
Pertanto prima di dire o
scrivere, ascoltate quello che diciamo e leggete quello che scriviamo.
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