Volantino distribuito dai lavoratori portuali durante la manifestazione spontanea del giugno 2006:

 

PORTUALI !

 

...E da troppi anni ci è stato chiesto di portare pazienza, pazienza per costruire un progetto generale di rilancio, pazienza perché il cambiamento di questo o di quel personaggio alle istituzioni provocherà qualche cambiamento, pazienza perché le cose stanno per cambiare…. Stranamente però tutto questo accade sempre e solo in campagna elettorale.

… Quando si dice “Portuale”, nella mente delle persone estranee a questa realtà si crea una immagine di un lavoratore fortunato, super tutelato e profumatamente pagato, immerso in un mercato in cui, sempre lui, il

 

Portuale, recita la parte del leone in quanto completo ed indiscusso monopolista. Il famigerato “costo del lavoro” causa principale per la mancanza di traffico sulle nostre banchine è una meschina messinscena per mascherare la pura realtà: lavoriamo nel porto con le tariffe più basse di tutta Italia, con il minor numero di lavoratori e con la minore movimentazione di merci, al netto dei prodotti petroliferi.

Super tutelati? Quanti sanno che i lavoratori hanno una flessibilità esasperata, trovano occupazione per 14 giornate al mese quando va bene e vengono pagati non su base contrattuale fissa, ma solamente sul lavoro prestato?

Eppure, l’altro dato paradossale è che Trieste conta il maggior numero di imprese art. 16 e concessioni demaniali ai sensi dell’art. 18: non ci vuole molto a capire che questo provoca una guerriglia tariffaria che inevitabilmente porta le Imprese a lavorare sottocosto in virtù della troppa concorrenza. Sempre sulla pelle dei lavoratori.

E se qualcuno potrebbe obiettare che di recente si è fatta gran pubblicità su nuove assunzioni, o su rilanci di traffico, noi rispondiamo che esse sono state una semplice sostituzione di persone che da anni lavoravano già, e che si sono trovate in strada dall’oggi al domani.

 

Noi ci sentiamo in diritto di chiedere, a chi di dovere ed ad ognuno per propria responsabilità e competenza:

 

un controllo accurato su tutte le società che oggi vi operan, siano esse Imprese di lavoratori che soggetti Terminalisti

Regole ben definite e chiare per fissare il numero di autorizzazioni ad operare in un mondo già saturo di affamati

Una politica di finanziamenti e stanziamenti atti a rilanciare e sviluppare le aree Portuali, potenziare le infrastrutture al fine di poetr concorrere nel mercato dei traffici odierni

Una politica sulle concessioni demaniali oculata ed a lungo termine, che incoraggi la vera imprenditoria, oramai quasi scomparsa a Trieste, piuttosto che favorire piccoli soggetti che usano il regime di Porto Franco per stagnanti traffici di Borsa

L’applicazione della legge 84/94 (!), soprattutto per quanto concerne l’individuazione o la costituzione del soggetto autorizzato alla fornitura di manodopera, che ponga sia garanzie al lavoro nelle naturali punte di traffico, sia tutele dei lavoratori che ne fanno parte, tramite gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge stessa (CIGS)

L’obbligo di applicazione di un contratto collettivo nazionale unico per tutti i lavoratori